mercoledì 25 ottobre 2017
La polizia: nove persone sono state uccise da metà settembre nel sud del Paese, dove «persiste in modo diffuso la credenza nella stregoneria»
L'interno del carcere di Mangochi, in Malawi (Paolo M. Alfieri)

L'interno del carcere di Mangochi, in Malawi (Paolo M. Alfieri)

Almeno duecento persone sono state arrestate in Malawi, sospettate di essere membri dei gruppi informali di vigilanti che stanno uccidendo persone che "considerano vampiri." Lo ha annunciato un portavoce della polizia all'agenzia Reuters, dopo che nove persone sono state uccise da metà settembre nel sud del Paese, dove persiste in modo diffuso la credenza nella stregoneria. Le violenze in corso hanno spinto le Nazioni Unite e l'ambasciata degli Stati Uniti a dichiarare alcune parti del Paese come "no-go zones", zone a rischio da non frequentare, oltre a richiamare anche alcuni funzionari.

Gli attacchi si sono diffusi la scorsa settimana fino a Blantyre, seconda città del Malawi, dove due uomini sono stati uccisi: un 22enne è stato lapidato e poi bruciato, un altro uomo lapidato. Entrambi erano accusati di aver bevuto sangue umano, sebbene i medici abbiano pubblicamente dichiarato che "non esiste vampirismo nel Paese". Il presidente, Peter Mutharika, ha visitato alcune zone dove si sono verificate le violenze.

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