martedì 11 settembre 2018
Dopo la bocciatura dei giudici, alla fine, l'ex presidente ha rinunciato a candidarsi al voto del 7 ottobre. E ha investito ufficialmente l'ex sindaco di San Paolo. Lo sfidante Bolsonaro resta avanti
Luiz Inácio Lula da Silva (Ansa)

Luiz Inácio Lula da Silva (Ansa)

Ora è ufficiale. Fernando Haddad sostituisce Luiz Inácio Lula da Silva come candidato del Partido dos trabalhadores (Pt) alle presidenziali del 7 ottobre. A investirlo è stato lo stesso “o Lula”, come lo chiama il popolo dei fedelissimi, il 39 per cento dei votanti in base all’ultima rilevazione. Un bottino di consensi che il Pt deve riuscire a trasferire – almeno in gran parte – al nuovo candidato, se vuole avere qualche chanche di vincere. Per tale ragione, ha atteso fino all’ultimo – il termine scade alla mezzanotte– per comunicare la “sostituzione”. Lula era fuori dalla corsa già dal 31 agosto, quando il tribunale elettorale ne ha respinto la candidatura. La “battaglia dei ricorsi”, però, faceva acquistare consensi all’ex leader incarcerato. Per lo stesso motivo, l’annuncio è stato enfatizzato da un’attenta scenografia, che ha sottolineato “l’imprimatur lulista”.

Haddad ha tenuto il primo discorso ufficiale di fronte alla stazione di polizia di Curitiba dove è recluso Lula. E lo ha fatto dopo che la dirigenza del Pt ha dato pubblica lettura a uno scritto di quest’ultimo. In cui l’ex presidente più popolare della democrazia brasiliana, condannato a 12 anni e un mese per corruzione, si è professato ancora una volta «innocente» e s’è detto «indignato» per «l’ingiusta esclusione dalla competizione». Al contempo, però, Lula ha chiesto i sostenitori di "dare fiducia ad Haddad" in nome della continuità. Quest'ultimo, al momento, con il 9 per cento è ultimo nei sondaggi.

Jair Bolsonaro, lo sfidante dell'estrema destra, resta invece in testa nelle intenzioni di voto con il 24% dei voti, secondo un sondaggio della Datafolha reso noto ieri dal tg della rete "Globo", che registra un aumento del 2% rispetto alla precedente inchiesta per il candidato ultra conservatore, che ha rinunciato alla campagna elettorale dopo essere stato accoltellato, la settimana scorsa, da uno squilibrato durante un comizio.

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