giovedì 12 agosto 2010
Continuano le ricerche di alcune decine di nostri connazionali- circa 40 secondo la Farnesina - dispersi in seguito alle inondazioni che hanno colpito la regione del Ladakh, causando almeno 185 vittime. E vanno avanti anche le ricerche del corpo dello studente piemontese Riccardo Pitton.
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Otto italiani tratti in salvo, circa quaranta (53 secondo la Protezione civile indiana) ancora “intrappolati” nella Valle del Ladakh indiano, messa in ginocchio dalle alluvioni e dal fango. Ma la situazione ieri è migliorata e si sono intensificate le attività di soccorso dei dispersi, così come continuano le ricerche del corpo di Riccardo Pitton, il 23enne studente di medicina, probabilmente investito da un fiume di fango, nella valle di Skiu. Ieri la madre dello studente, Wanda Pitton, ha rinnovato l’appello perché si trovi il corpo del figlio. Le autorità indiane hanno poi aggiornato il bilancio delle vittime, salito a quota 185 morti. Risultano disperse ancora circa quattrocento persone. Almeno dieci villaggi sono isolati per la rottura di ponti e per strade ostruite da un manto di fango spesso anche quattro metri.La priorità è ora garantire il rientro in Italia dei turisti ancora bloccati: compito rallentato dalla distruzione che ha investito le infrastrutture della regione. La Farnesina ha fatto sapere che «si sono moltiplicati gli sforzi per favorire l’afflusso dei connazionali ancora in viaggio da località isolate verso i centri di Srinagar, Manali e la stessa Leh». Diverse decine di connazionali hanno già lasciato la zona ed altri sono in procinto di farlo con i tempi dettati anche dal precario stato delle infrastrutture.Inoltre sono stati rafforzati i voli da Leh per facilitare il deflusso e continua lo stretto coordinamento tra le Ambasciate europee a New Delhi per assistere i turisti in rientro dal Ladakh e sprovvisti di documenti di viaggio. Per quanto riguarda gli italiani di cui si cercano ancora le tracce, sia il console italiano a New Delhi, Gabriele Annis, sia il diplomatico dell’ambasciata inviato a Leh, Gianluca Brusco, hanno chiarito che «è un elenco di nomi di cui è stata segnalata la presenza in Ladakh», ma «non significa che si tratti di 40 dispersi». Proseguono intanto le ricerche del corpo di Riccardo Pitton: «Le autorità indiane – fa sapere la Farnesina – hanno perlustrato in elicottero la zona dove è scomparso il connazionale e hanno assicurato che le ricerche proseguiranno nei prossimi giorni». La Farnesina ha avvertito inoltre che dalle «informazioni raccolte sul terreno» risulterebbe che molti turisti vorrebbero «continuare le escursioni programmate» e che ci sarebbero altri italiani in arrivo. «A tale riguardo in considerazione della perdurante precarietà delle condizioni di sicurezza, l’Unità di Crisi sconsiglia ogni viaggio nella regione del Ladakh fino al ristabilimento della situazione».
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