venerdì 9 giugno 2017
Per la prima volta raggiunto un accordo istituzionale di questo tipo tra Nazioni Unite e una Ong. Primo scenario la Repubblica Centrafricana
Intesa Onu-Sant'Egidio per la pace in Africa
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Un accordo istituzionale senza precedenti per la pace, fra un’Organizzazione non governativa e le Nazioni Unite. Lo hanno presentato alla missione italiana del Palazzo di Vetro il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e il sottosegretario per gli affari politici dell’Onu, Jeffrey Feltman, avviando così una collaborazione in vari scenari caldi del mondo, soprattutto in Africa. La “piccola Onu di Trastevere” porta alle Nazioni Unite la sua esperienza in scenari difficili come il Mozambico, il Burundi, la Costa d’Avorio, il Niger e la Repubblica Centrafricana, fra gli altri.

Ed è proprio sul Centrafrica che si concentreranno inizialmente gli sforzi comuni. Non ci sono precedenti di un’alleanza strategica del genere tra Nazioni Unite e una associazione come Sant’Egidio per lavorare insieme per la pace. Ma il lavoro della Ong italiana era già noto al Palazzo di Vetro, riconosciuto di recente dall’allora Segretario generale dell’Onu, Ban Ki moon, incontrando i leader della Comunità. «Con il suo carattere inter-religioso e inter-culturale», la comunità fondata da Andrea Riccardi «riafferma che solo attraverso il dialogo e il negoziato possiamo trovare situazioni sostenibili alla violenza».

Tra i terreni di una prossima collaborazione tra Onu e Sant’Egidio ci potrebbe essere anche il Sud Sudan, dove la situazione sta diventando tragica. Con una presenza sul campo di 70mila membri in settanta Paesi, Sant’Egidio è anche in prima linea nel Mediterraneo sul fronte della grande crisi delle migrazioni: in collaborazione con la Tavola Valdese e la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Comunità ha messo in piedi i corridoi umanitari per consentire l’ingresso in Italia a profughi e migranti particolarmente vulnerabili in condizione di sicurezza e accoglienza.

La nuova collaborazione fra l’organizzazione non governativa italiana e le Nazioni Unite prevederà scambi d’informazioni su specifici dossier, supporto reciproco nelle attività locali per il dialogo e la mediazione e scambi di studi sulle migliori pratiche per la cooperazione.

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