sabato 8 febbraio 2014
Cristina, figlia del re Juan Carlos, è indagata dal tribunale di Palma di Maiorca (Baleari) per frode fiscale nell'ambito di uno scandalo che investe la corte e scuote la monarchia iberica.
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L'infanta Cristina, figlia del re di Spagna, è stata sentita per oltre sette ore dal giudice del tribunale di Palma di Maiorca (Baleari)  che la indaga per frode fiscale nell'ambito di uno scandalo che investe la corte e scuote la monarchia iberica. Nell'interrogatorio, la principessa, 48 anni, deve cercare di chiarire i sospetti legati a sue presunte complicità nelle attività del marito, l'ex campione di pallamano Inaki Urdangarin, accusato di malversazioni per diversi milioni di euro.Arrivando al palazzo di Giustizia la principessa aveva salutato i numerosissimi cronisti accalcati all'ingresso tranquilla e sorridente, dicendo solo "buon giorno. Va bene". E' arrivata con qualche minuto di anticipo per essere interrogata dal giudice José Castro e dal procuratore Pedro Horrach nell'inchiesta per riciclaggio di denaro e frode fiscale. La secondogenita del Re è arrivata a bordo di un'utilitaria scura direttamente nel cortile del palazzo di giustizia, accompagnata dal suo legale, Miguel Roca. Camicia bianca, giacca nera e pantaloni grigi, si è diretta spedita verso l'ingresso ed ha sorriso. L'interrogatorio è cominciato intorno alle dieci del mattino.Nelle oltre sette ore dell'interrogatorio, ancora in corso, la secondogenita del re di Spagna ha ammesso di aver utilizzato diversi fondi per spese personali, ma di non sapere se questi provenissero dalla Aizoon, la società compartecipata con il marito. "Non mi sono mai occupata delle questioni societarie - ha detto Cristina - perché lo faceva Inachi", ha dichiarato al giudice, secondo quanto è trapelato da ambienti giudiziari.La principessa ha anche parlato di un milione e 200mila euro che il re Juan Carlos trasferì sul conto del quale erano titolari Cristina e il marito, ed ha spiegato che era un prestito e non una donazione, e quindi che quella somma non andava dichiarata all'agenzia fiscale. Cristina ha detto che il prestito le era stato fatto per comprare il palazzetto di Pedralbes, a Barcellona. Inoltre la principessa ha sostenuto che la società Aizoon non serviva come scudo fiscale. Uno dei legali di Cristina di Borbone, Jesus Maria Silva ha detto che la sua assistita sta rispondendo con precisione alle domande e non mai evasiva. Si è detto, inoltre, certo che a conclusione dell'interrogatorio il giudice avrà elementi sufficienti per archiviare la pratica.
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