martedì 31 agosto 2010
Domenica, dopo la prima eruzione del vulcano Sinabung, 30mila persone erano state fatte evacuare. Oggi, migliaia di abitanti stanno facendo ritorno alle loro case. Gli esperti continuano a monitorare la situazione: «È troppo presto per dire che non c'è più pericolo».
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Migliaia di abitanti dei villaggi attorno al vulcano Sinabung, sull'isola indonesiana di Sumatra, stanno tornando alle loro abitazioni dopo quella che sembra la fine dell'eruzione, anche se le autorità non hanno ancora fatto rientrare l'allarme.Circa 30mila persone sono state fatte evacuare domenica dopo una primo sfogo eruttivo del vulcano, che dormiva da circa 400 anni. Ieri mattina c'è stata un seconda più violenta eruzione che ha lanciato lapilli e una nuvola di cenere grigia fino al due chilometri d'altezza.«Ma oggi circa 7.000 persone sono tornate ai loro villaggi», ha detto il capo della locale protezione civile,Syamsul Maarif, che ha aggiunto che «è troppo presto per dire che non c'è più pericolo. Stiamo ancora monitorando la situazione».Il centro vulcanologico nazionale fa sapere che l'emissione di gas è diminuita e che l'acqua è più bianca, denotando la prevalenza del vapore sulla cenere. «Abbiamo registrato la presenza di attività magmatica dentro il vulcano. Il magma è ancora attivo, ma non vuol dire necessariamente che ci sia pericolo, perchè tutti i vulcani hanno attività magmatica», dice ancora l'istituto.Immagini tv mostrano gente che torna ai villaggi a bordo di camion, molti con mascherine sul volto. Ainun, una donna che vive in un villaggio sulle falde del Sinabung, ha dichiarato di dover tornare ai suoi campi di cavoli e di peperoncini. «Ho paura che i miei ortaggi vengano danneggiati dalla cenere», ha detto.
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