martedì 12 giugno 2018
I due protagonisti sfoggiano ottimismo sulla denuclearizzazione della penisola coreana e sulla pace. Ma la cruda realtà nordcoreana esige passi rapidi per migliorare le condizioni della popolazione
La gioia di sud coreani residenti a Singapore dopo l'incontro Trump-Kim (Ansa)

La gioia di sud coreani residenti a Singapore dopo l'incontro Trump-Kim (Ansa)

Una preparazione meticolosa, tanta volontà di mostrare un qualche risultato, pubblicità anche a fini interni per Donald Trump e Kim Jong-un e un comunicato congiunto al termine dell’attesissimo “faccia a faccia” a Singapore tra il presidente statunitense e il leader del regime nordcoreano.

Ottimismo e impegno espressi consensualmente riguardo due temi prioritari: nucleare e pace.

Il primo - per mettere fine alle sperimentazioni atomiche e missilistiche della Corea del Nord con la meta di raggiungere la denuclearizzazione dell’intera penisola coreana e disinnescare il rischio di un conflitto, magari limitato, ma sicuramente distruttivo che utilizzi una qualche forma di ordigno atomico.

Il secondo - per gettare le basi di un accordo tra Stati Uniti e Corea del Nord, che includa anche la Corea del Sud, e la firma di un trattato di pace capace di mettere formalmente fine alla guerra di Corea combattuta tra il 1950 e il 1953.

La Cina ha lavorato intensamente dietro le quinte per arrivare all’incontro di Singapore ma allo stesso tempo vigila perché la Corea del Nord resti funzionale alle proprie strategie nei confronti degli Usa e dei suoi alleati in Estremo Oriente.

Alla fine, un summit dalle tante potenzialità e che tuttavia resta un atto poco più che simbolico e di prestigio per i due protagonisti.

Il regime nordcoreano, in particolare, ha abituato a improvvisi cambi di prospettiva e molto incideranno sulla sua partecipazione a un processo distensivo le concessioni verso la sua leadership più che le aspettative e anche le pressioni dei rivali e dell’alleato cinese.

Vista con grande interesse la sottolineatura fatta da Kim Jong-un a conclusione del vertice di come il passato sia ormai alle spalle, ma occorre anche essere coscienti della cruda realtà nordcoreana e di come promesse, strette di mano e reali sviluppi sul piano internazionale, compresa la fine delle sanzioni, potranno ricadere su una popolazione sottoposta oggi al regime più repressivo al mondo.

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