sabato 10 ottobre 2015
COMMENTA E CONDIVIDI
Il governo con sede a Tripoli è guidato da Khalifa al-Ghweil, designato primo ministro ad interim dopo la sfiducia votata dal Congresso nazionale generale (Cng) al suo predecessore Omar al-Hassi, ritenuto incapace. Il governo dell’appoggio di Turchia e Qatar ed è espressione del disciolto Cng che non ha riconosciuto l’esito sfavorevole ai partiti islamici alle elezioni legislative del giugno 2014. Al di là dei sostenitori, il governo non è mai stato riconosciuto a livello internazionale. Le forze militari sono raccolte da alcuni mesi nella cosiddetta “Operazione Fajr Libya” (Alba della Libia, in arabo). Da mesi costretto all’esilio a Tobruk, nella Cirenaica, il governo di transizione, guidato da Abdallah al-Thani, è riconosciuto dalla comunità internazionale ed e dominato dalle forze liberali e federaliste: ha accettato fin dall’inizio il dialogo con il mediatore dell’Onu Bernardino Leon. Ma anche qui non mancano i dissidi interni, con Thani che si trova al momento rifugiato nella zona di Lali sui monti di Jabal al-Akhdar sotto la protezione della tribù locale. Il controllo militare è esercitato dalle formazioni che fanno capo all’ex generale Khalifa Haftar, promotore della cosiddetta “Operazione Karama” (Dignità, in arabo). A Derna, nella regione della Cirenaica, è sorta nell’ottobre 2014 la prima base del sedicente Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi sul Mediterraneo. Alla nascita di questo emirato è seguito nel febbraio scorso il controllo da parte dello Stato islamico della città di Sirte. Gli uomini del califfo disputano da mesi il controllo di Bengasi al gruppo qaedista Ansar al-Sharia, affrontando nel contempo le truppe del generale Haftar. Nelle tre province fedeli al Califfato (Tripoli, Cirenaica e Fezzan) sono affluite migliaia di volontari nordafricani e di Boko Haram.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: