mercoledì 20 ottobre 2010
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Lacrime e sangue e il governo di David Cameron ci si gioca il futuro mandando a casa mezzo milione di statali e smantellando la struttura dello stato assistenziale. Il cancelliere dello Scacchiere George Osborne ha prospettato oggi alla Camera dei Comuni 83 miliardi di sterline (quasi 95 milioni di euro) di tagli alla spesa pubblica chiedendo ai suoi concittadini di stringere la cinghia con riduzioni di bilancio per tutti, dalla polizia al welfare, gli enti locali e i diplomatici, l'arte, la cultura, le prigioni, perfino la Regina.   "Oggi è il giorno in cui la Gran Bretagna fa un passo indietro dal baratro, in cui affrontiamo il conto di un decennio di debiti", ha detto Osborne nell'aula di Westminster tra gli applausi della coalizione di governo e i boati dell'opposizione. "Il governo sta facendo una scommessa irresponsabile", hanno attaccato i leader del Labour, dal segretario Ed Miliband al cancelliere-ombra Alan Johnson secondo cui i tagli "rischiano di soffocare la fragile ripresa economica britannica". Le critiche dei laburisti sono state per ora spuntate dalle dimensioni dell'austerity, contenuta al 19 per cento in media per ministero in quattro anni: lo stesso partito di opposizione si era detto pronto ad accettare sforbiciate del 20 per cento. L'austerity di Osborne, la più radicale dalla Seconda Guerra Mondiale, riduce di altri 7 miliardi di sterline (8 miliardi di euro, in aggiunta agli 11 in meno già previsti) il bilancio del welfare cancellando i contributi ai disoccupati che non cercano lavoro e si colloca al centro di un dibattito economico internazionale in cui alcuni paesi soprattutto europei puntano sull'austerity per uscire dalla crisi mentre altri, guidati dagli Stati Uniti, pensano che la ripresa passi attraverso misure di stimolo. In Gran Bretagna la spesa pubblica costituisce il 50 per cento dell'economia, una delle fette più elevate nel mondo industrializzato. Salvate le spese per la la sanità, la ricerca scientifica el'istruzione e contenute all'8 per cento in quattro anni quelle per la difesa, il governo Tory ha abbattuto la scure soprattutto sul ministero della Cultura (-41% spese amministrative) e dell'Ambiente (-29%). Lo stesso Osborne si è auto-sforbiciato un 33 per cento dei costi del Tesoro. La coalizione Tory-LibDem costringerà gli statali britannici ad andare in pensione più tardi: a 66 anni entro il 2020. Coi tagli si perderanno in quattro anni 490 mila posti di lavoro (l'8 per cento dei dipendenti pubblici) aprendo potenzialmente la strada a un periodo di tensione sociale parallelo a quello di altri paesi europei, dalla Francia alla Grecia. Secondo Brendan Barber, il segretario generale del Tuc (l'unione dei sindacati del Regno Unito) l'austerity avrà "un effetto diastroso sulle comunità, le imprese, le famiglie in difficoltà. I più poveri sono diventati vittime di un duello politico". Pagano i poveri ma qualche colpo di forbice ha sfiorato anche i più ricchi che si sono visti ridurre gli assegni familiari perchè "chi ha le spalle più grandi deve portare più pesi". È stato congelato per un anno anche l'appannaggio della Regina dopo di che Elisabetta ha accettato che nel 2013/14 la Casa Reale stringa la cinghia del 14 per cento. Duramente colpito anche il bilancio delle arti, un'industria importante in Gran Bretagna, mentre la Bbc sarà costretta a fare di più con il 16 per cento in meno dei fondi e dovrà pagare da sola il suo World Service, il mitico servizio finora finanziato dal Foreign Office attivo in molte lingue in vari angoli del pianeta.
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