domenica 16 maggio 2021
Religiosi e operatori umanitari denunciano le violenze dei soldati etiopi ed eritrei sulla popolazione più indifesa. Piccoli usati come bersagli umani e gambizzati
Gli orrori della guerra nascosta. «A otto anni abusate nel Tigrai»

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Bambine di otto anni e donne anziane stuprate dalle truppe etiopi ed eritree davanti ai famigliari. E il tiro a segno sui bambini nelle strade delle città occupate mentre i cadaveri vengono lasciati in pasto alle iene.

Dal Tigrai arrivano nuove, drammatiche testimonianze, anche da fonti religiose, sugli orrori di u- na guerra tenuta nascosta e ignorata dalla comunità internazionale e sempre più disumana. Iniziata 190 giorni fa come un’operazione interna all’Etiopia tra le forze governative del primo ministro Abiy Ahmed e gli alleati eritrei e i ribelli del Fronte popolare di liberazione tigrino ( Tplf), proseguita con scontri feroci fuori dalle città, sulle ambe, le alture dove la guerriglia tigrina si nasconde e colpisce, è da tempo diventata un conflitto internazionale nel quale nessuno sa quanti siano i morti e i feriti. Operatori e i report delle organizzazioni internazionali lo ripetono da tempo: il rischio di carestia è altissimo per mancanza di accesso agli aiuti umanitari della popolazione, per i danni subiti dai raccolti nei primi mesi dell’offensiva e per il recente blocco delle sementi da parte di etiopi ed eritrei e la distruzione sistematica di fabbriche.

Il Tigrai in pochi mesi ha fatto in salto indietro di 40 anni, quando il regime marxista del Derg provocò la carestia divenuta famosa per il concerto Live Aid. Secondo l’Onu almeno 5,2 milioni di persone hanno bisogno di assistenza e al 3 maggio solo 350mila circa erano state aiutate. La situazione è disperata nel nord ovest della regione. Decine di migliaia di sfollati a causa dei combattimenti continuano a riversarsi in campi alle porte delle città come il capoluogo Macallè, Shire, Axum e Adua che sono quindi al collasso.


Una regione in ginocchio per il conflitto

5,2 milioni
di persone su 5,7 milioni di abitanti del Tigrai, hanno necessità di assistenza alimentare di emergenza secondo l’Onu

12%
è la parte assistita degli oltre tre milioni di abitanti che hanno bisogno di un rifugio di emergenza e di prodotti non alimentari

90 milioni
di euro sono la cifra dei pagamenti del debito sospesi dall’Unione Europea a favore del governo dell’Etiopia

Da Macallè l’Ong etiope Shadaida, che accoglie 3.500 sfollati per conto dell’agenzia Onu Ocha, conferma la mancanza di acqua, cibo e medicine. Negli ospedali tigrini scampati alla distruzione sono difficili da reperire anestetici, reagenti chimici e disinfettanti. Una religiosa etiope, anonima per ragioni di sicurezza, ha denunciato al quotidiano britannico Guardian che «ai morti viene negata la dignità della sepoltura, con i corpi lasciati in pasto alle iene ». Mentre gli stupri, «non risparmiano neanche bambine di otto anni o donne anziane, sono all’ordine del giorno, avvengono ovunque e viene da chiedersi se le persone che fanno questo siano umane». Per la suora i principali responsabili delle atrocità sono le forze etiopi ed eritree, la cui presenza è stata negata da Addis Abeba ed Asmara fino alla fine di marzo.

Anche altre fonti religiose confermano che le bambine fino a 12 anni sono state violentate dai soldati eritrei, spesso in uniformi etiopi e riconosciuti dalle cadenze. I maschietti vengono presi a fucilate per strada: a un 12enne è stata amputata una gamba maciullata da colpi sparati nel mucchio dagli eritrei in un villaggio fuori Adua. Media, agenzie e Ong segnalano ripetuti abusi e violazioni dei diritti umani. Al corrispondente del NewYork Timesè stato tolto il permesso di lavoro.

Intanto gli Usa hanno espresso profonda preoccupazione per la crescente polarizzazione etnica e politica in Etiopia, dove le elezioni politiche del 5 giugno sono state rinviate sine die. Washington, dopo il ritorno dell’inviato speciale nel Corno d’Africa Jeffrey Feltman da un tour nelle capitali, ha dichiarato che lavorerà con gli alleati per un cessate il fuoco e per perseguire chi violato i diritti umani. Feltman ha riferito di aver detto al presidente eritreo Isaias Afewerki di ritirare immediatamente i soldati dal Tigrai. Anche l’Ue lo ha chiesto all’Asmara per l’ennesima volta, ricordando che l’uso degli aiuti come arma di guerra è un crimine internazionale. L’ennesimo di una guerra fuori controllo dove la pietà è morta.

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