sabato 21 agosto 2010
Il ministro dell'Interno Maroni interviene sulla vicenda Sarkozy-rom e dà pieno sostegno al presidente francese, chiedendo la possibilità di espulsione anche per i cittadini Ue. E scoppia la polemica.
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Il primo volo di rimpatri volontari – dietro compenso, trecento euro per adulto e cento euro per bambino – è partito per Bucarest giovedì. I decolli sono proseguiti il giorno successivo – venerdì hanno lasciato la Francia diretti a Timisoara 139 rom – e altre partenze sono previste per il 26 agosto: entro fine agosto saranno 850 gli stranieri espulsi dal suolo francese dall’inizio del 2010. Con gli indesiderati il presidente Sarkozy – aspramente criticato in patria e all’estero – non sta «facendo altro che copiare l’Italia», perché anche da noi si «usa da anni la tecnica dei rimpatri assistiti e volontari»: secondo Roberto Maroni, «Sarkozy ha ragione». E – dice il ministro dell’Interno – «è arrivato il momento di fare un passo un più». Quale sia quel passo il ministro lo ha ampiamente spiegato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: avere «la possibilità di espellere anche i cittadini comunitari. Naturalmente solo chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro». Cioè chi non è in grado di dimostrare di avere un «reddito minimo, dimora adeguata e di non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari – prosegue – ma non rispettano nessuno di questi requisiti». Il ministro spiega che l’Italia chiese a Bruxelles la possibilità di attivare questa procedura, sentendosi rispondere negativamente dal commissario francese Jacques Barrot: «Adesso – promette Maroni – torneremo alla carica. Il 6 settembre ne discuteremo a Parigi in un incontro con i ministri dell’Interno di diversi Paesi europei».Condivide appieno la posizione di Maroni il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, favorevole all’espulsione dei cittadini comunitari privi di requisiti per il soggiorno «Non è possibile – si legge in una nota del ministero – che il governo legittimi una situazione di palese illegalità e di non rispetto delle regole». La linea dura «è quello che ci vuole» anche secondo l’onorevole Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del Pdl: «Poco importa che sia comunitario o extracomunitario. Chi non ha titoli per rimanere in Italia – dice Bertolini – deve essere espulso». Dello stesso parere il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, che preannuncia un’iniziativa dell’Italia perché si possano espellere anche i cittadini comunitari privi di casa e di reddito. «Ciò che non funziona – spiega Mantovano – è il meccanismo sanzionatorio, troppo blando». E Riccardo De Corato apprezza: «Al di là del buonismo e del benaltrismo puramente interessato di sociologi pseudointellettuali e di tanti esponenti del centrosinistra – sottolinea De Corato – chi sta nei campi irregolari vive prevalentemente di illeciti. Furti, racket dell’elemosina, prostituzione». Quelle del ministro dell’Interno sono invece «dichiarazioni gravissime» secondo Sandro Gozi, capogruppo Pd nella commissione Politiche della Ue di Montecitorio, «perché mettono in discussione uno dei principi fondanti dell’Europa, cioè la libera circolazione delle persone. Maroni ha annunciato il tentativo della Lega di distruggere il concetto di Europa. Faremo una dura e ferma opposizione – promette Gozi – contro questa deriva leghista». «La politica immigratoria di questo governo – rincara la dose Roberto Di Giovan Paolo, senatore Pd – è fatta solo di espulsioni, respingimenti, negazione della cittadinanza a chi ne avrebbe diritto». Secondo il deputato Pd Enrico Gasbarra: «La Lega Nord mostra sempre più la sua vera natura. Vuole un’Italia egoista, divisa e prepotente». «Tenga a bada il suo livello di testosterone e plachi le sue smanie xenofobe» è il suggerimento che Stefano Pedica, senatore Idv, rivolge a Maroni mentre il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, dichiara che «il governo fa un uso distorto, discriminatorio e razzista di principi incontestabili come il diritto alla sicurezza e il rispetto della legalità».
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