venerdì 18 ottobre 2013
​Continuano le proteste a Parigi contro l'espulsione della 15enne rom arrestata durante una gita scolastica e espulsa verso il Kosovo: 50 scuole a Parigi e nel resto della Francia sono state teatro di manifestazioni per il secondo giorno consecutivo.
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Continuano le proteste in Francia contro l'espulsione di Leonarda, la 15enne arrestata durante una gita scolastica e espulsa verso il Kosovo: 50 scuole a Parigi e nel resto della Francia sono state teatro di manifestazioni per il secondo giorno consecutivo. Tra i 7.000 e i 10.000 studenti hanno protestato contro il trattamento riservato a Leonarda e anche contro l'espulsione di Kharchik Cachatryan, 19enne espulso sabato scorso vero l'Armenia.Il presidente francese Francois Hollande, secondo l'Express, avrebbe chiesto ai suoi ministri di non esprimersi sul cosiddetto 'affaire Leonarda' a eccezione di Najat Vallaud Belkacem, ministro dei Diritti delle donne e portavoce del governo, e il socialista Manuel Valls, ministro dell'Interno, già al centro delle polemiche nel suo partito e in cima agli indici di gradimento della destra francese per la sua politica anti-rom..La vicenda. Leonarda Dibrani, 15 anni, alunna nel liceo Malraux di Pontarlier, andava con i compagni di classe e io suoi professori lo scorso 9 ottobre in gita scolastica a Sochauz, vicino alla frontiera con la Svizzera, quando è stata fatta scendere dal pullman e caricata su un'auto della polizia. Il giorno stesso la giovane è stata messa su un aereo per il Kosovo insieme ai genitori e ai cinque fratelli. Leonarda, che parla francese e frequenta regolarmente la scuola da tre anni, risiedeva con la famiglia in un centro di accoglienza per richiedenti asilo nel comune di Levier. Secondo diverse fonti, la famiglia Dibrani viveva ormai in Francia da cinque anni e la sua situazione era sul punto di essere regolarizzata. La vicenda ha scosso i socialisti che si sono detti "sotto shock" per le condizioni in cui la ragazzina è stata fermata e consegnata alla polizia. Il ministro dell'Interno francese, Manuel Valls, è stavolta nel mirino dei suoi compagni di partito della gauche per la gestione del delicato caso.
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