Il Giappone cercherà le terre rare negli abissi marini

La nave per trivellazioni scientifiche in acque profonde, la Chikyu, salperà per l'isola di Minami Torishima nel Pacifico. L'obiettivo strategico è ridurre la dipendenza dalla Cina
January 10, 2026
Il Giappone cercherà le terre rare negli abissi marini
Potrebbe essere la nuova frontiera della "caccia" alle risorse strategiche. E della geopolitica. Il Giappone setaccerà le profondità oceaniche alla ricerca di terre rare. Una “investigazione” letteralmente abissale: avverrà a seimila metri sotto il livello del mare. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalla Cina, di gran lunga il principale produttore mondiale di terre rare al mondo (270.000 tonnellate nel 2024). Secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia, il gigante asiatico rappresenta quasi due terzi della produzione mineraria di terre rare e il 92% della produzione mondiale di terre raffinate. 
Siamo davanti a un azzardo scientifico? A un possibile rimescolamento geopolitico? O a un inquietante rischio ecologico? Una cosa è certa. L’esplorazione cade in un momento di massima tensione tra le due potenze asiatiche. La Cina ha lanciato strali all’indirizzo di Tokyo, non ultima l’accusa di essere "una minaccia per la pace globale per le sue rinnovate ambizioni nucleari". Ad accendere la miccia le dichiarazioni della premier nipponica Sanae Takaichi che, lo scorso novembre, ha fatto sapere che Tokyo potrebbe reagire militarmente in caso di un attacco a Taiwan. Pechino ha reagito duramente, annunciando il divieto di esportazione di prodotti “a duplice uso”, prodotti cioè che potrebbero alimentare la macchina militare (oltre che civile) del Paese. Non solo, Pechino ha introdotto restrizioni proprio sulle esportazioni di terre rare e magneti verso Tokyio, il cui utilizzo è considerato strategico.
La nave giapponese per trivellazioni scientifiche in acque profonde, la Chikyu, salperà domani per l'isola di Minami Torishima nel Pacifico. Si stima che l'area, che si trova nelle acque economiche del Giappone, nasconda oltre 16 milioni di tonnellate di terre rare, la terza riserva più grande al mondo, secondo i dati del quotidiano economico Nikkei. Questi ricchi giacimenti contengono “circa 730 anni di disprosio, utilizzato nei magneti ad alta resistenza di telefoni e auto elettriche, e 780 anni di ittrio, utilizzato nei laser”. "Se il Giappone riuscisse a estrarre con successo terre rare intorno a Minami Torishima, garantirebbe la catena di approvvigionamento nazionale per le industrie chiave", ha dichiarato all'AFP Takahiro Kamisuna, ricercatore associato presso l'International Institute for Strategic Studies (IISS). "Allo stesso modo, sarà una risorsa strategica fondamentale per il governo di Takaichi al fine di ridurre significativamente la dipendenza della catena di approvvigionamento dalla Cina".
Difficilmente calcolabili appaiono i rischi ambientali legati alle esplorazioni marine. Gli ambientalisti avvertono che gli ecosistemi marini e i fondali marini potrebbero esserne compromessi. In particolare, si temono “danni a lungo termine alle specie e agli ecosistemi: le attività minerarie potrebbero compromettere l'alimentazione e la riproduzione delle specie di profondità attraverso la creazione di un intenso inquinamento acustico e luminoso in un ambiente naturalmente buio e silenzioso”.

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