sabato 10 aprile 2010
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Il mondo «non tollererebbe una nuova Monaco». Il ministro degli Esteri Franco Frattini, nella sua pagina su Facebook, liquida con poche parole le minacce di al-Qaeda agli Azzurri in vista dei mondiali di calcio in Sudafrica. Una tragedia analoga a quella che sconvolse le Olimpiadi del 1972, afferma il titolare della Farnesina, non sarebbe tollerabile per «l’Africa che cerca in questi mondiali di calcio una conferma di una promessa di opportunità e di sviluppo», né per «tutti coloro che nel mondo guardano allo sport come al campo della pace e della conciliazione e che si battono per la democrazia e le libertà». Anche il suo collega alla Difesa, Ignazio La Russa, invita a dare il giusto peso alle minacce. E dice all’Ansa: «Se potessi ci andrei, e forse almeno a una partita riuscirò ad assistere veramente», sottolineando che con il pericolo del terrorismo bisogna imparare a convivere e che non bisogna «farci bloccare ad ogni minaccia». A seguire «con grande attenzione» la vicenda è invece il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ieri mattina ha sentito il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. Nessun allarmismo, si fa sapere dal Viminale, anche se si stanno raccogliendo tutte le informazioni utili per verificare l’attendibilità delle minacce. Da parte sua il capo della Polizia Antonio Manganelli ha affermato che «le intese di cooperazione internazionali con le polizie degli altri Stati sono al massimo livello, e ciò ci permette di stare tranquilli». In ogni caso, ha aggiunto, «metteremo in campo le nostre migliori energie per garantire la sicurezza della nostra nazionale di calcio, predisponendo adeguati e specifici servizi per contrastare la minaccia terroristica, operando sempre in costante contatto con la Polizia sudafricana e degli altri Paesi». Tranquillo s’è detto anche Gianni Petrucci, presidente del Coni, per il quale «la realtà è che quando c’è una federazione come la Fifa che ha la responsabilità organizzativa di un grande evento come i Mondiali» non c’è da preoccuparsi: «Mi fido della Fifa che avrà certamente tutti gli strumenti per un’attenta organizzazione». E tranquilli si dicono anche all’Ambasciata italiana in Sudafrica, dove «sul fronte della sicurezza – ha affermato il primo segretario della nostra rappresentanza diplomatica a Pretoria, Dario Armini – lavoriamo in stretto raccordo con le autorità locali». «È la prima volta – ha osservato ancora il diplomatico, confermando che per i mondiali si attendono alcune migliaia di tifosi azzurri – che una minaccia tocca la nazionale o la presenza italiana durante i Mondiali, però le autorità sudafricane, in raccordo con quelle internazionali, da tempo stanno monitorando la situazione e noi ci teniamo in stretto raccordo con le autorità sudafricane».
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