sabato 23 giugno 2018
L'operazione, per molti solo a fine di lucro per le aziende visti i «dubbi risultati», è consentita dalla legge voluta da Trump "Right to try": letteralmente "diritto a provare"
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Potrebbe essere una cura contro la Sla che ancora non ha superato i test ufficiali il primo farmaco offerto direttamente al pubblico secondo la legge "Right to try" (letteralmente "diritto a provare") voluta dal presidente Usa Donald Trump. La compagnia biotech Braisntorm, secondo quanto riporta Bloomberg, sta pianificando di metterla sul mercato a 300mila dollari a paziente. La legge, firmata lo scorso maggio, prevede che ai pazienti terminali a cui non rimane più nessuna opzione terapeutica possano essere dati farmaci che abbiano passato la fase 1 della sperimentazione, quella su pochi pazienti di solito sani che serve solo ad appurare se non ci sono effetti collaterali gravi.

Brainstorm, afferma l'amministratore delegato Chaim Lebovits, potrebbe chiedere fino a 300mila dollari per la propria terapia, che utilizza le staminali prelevate dal paziente e che nella fase 2 ha mostrato di "produrre miglioramenti, ma solo temporanei, nei pazienti". "Le aziende non possono essere Ong - spiega Lebovits, secondo cui ci sono già migliaia di richieste per il farmaco -. Abbiamo bisogno di un incentivo".
Secondo i detrattori la mancanza di controlli prevista dalla legge, che di fatto esautora l'Fda da qualsiasi autorità, potrebbe far sì che pazienti già resi vulnerabili dalla malattia vengano sfruttati da aziende senza scrupoli pronte a offrire rimedi di dubbia efficacia. "Solo i medici coinvolti nei test clinici potranno richiedere il farmaco per i pazienti - ribatte Lebovits -. Sarà una piccola impresa semicommerciale con profitti modesti".

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