Rapporto. Onu: in Eritrea crimini contro l'umanità


mercoledì 8 giugno 2016
Un rapporto denuncia schiavitù, tortura e stupri nei campi di detenzione e di addestramento militare. Sotto accusa il partito al potere. DOMANDE & RISPOSTE.
Ora il mondo vede la vera Eritrea di Giulio Albanese
Onu: in Eritrea crimini contro l'umanità
Nei centri di detenzione e nei campi di addestramento militare in Eritrea sono stati commessi crimini contro l'umanità in modo "generalizzato e sistematico" negli ultimi 25 anni. La denuncia arriva dalle Nazioni Unite. Il governo di Asmara replica: falsità.La commissione di indagine sui diritti umani in Eritrea, creata a giugno del 2014 dal Consiglio dei Diritti umani dell'Onu, ha presentato oggi a Ginevra una relazione in cui si denunciano crimini di schiavitù, prigionia, sparizioni forzate, tortura, persecuzioni, stupri, omicidi e altri atti inumani "in una campagna per instillare la paura e scoraggiare l'opposizione". I membri della commissione hanno ribadito che questa situazione è iniziata quando le attuali autorità presero il potere nel 1991, dopo l'indipendenza dall'Etiopia, e durano tuttora.
Soldati eritrei marciano con la bandiera nell'anniversario dell'indipendenzaLE ACCUSE. "L'Eritrea è uno stato autoritario. Non vi è alcun sistema giudiziario indipendente, nessun parlamento e nessun'altra istituzione democratica. Questo ha creato una lacuna nella legge e nell'ordine e un clima di impunità per i crimini contro l'umanità che si è verificato durante questi 25 anni. Questi crimini avvengono ancora oggi", ha precisato, citato nel rapporto, Mike Smith, presidente della commissione.
Mike Smith, presidente della Commissione Onu, oggi a Ginevra (Ansa web)Il documento sottolinea che i cittadini eritrei sono soggetti al servizio militare a tempo indeterminato, a detenzione arbitraria, come rappresaglia per presunte azioni di altri membri della famiglia, a discriminazione sulla base di etnia o religione e di genere e a violenza sessuale e omicidi. Gli esperti sottolineano che il servizio militare a tempo indeterminato è uno degli argomenti presentati da molti eritrei che lasciano il paese.LE PROVE. Tutte le prove di queste accuse sono state trasmesse alle autorità giudiziarie competenti. Il governo eritreo non ha concesso l'accesso nel paese ai membri della Commissione, che ha ottenuto le informazioni da 833 interviste con eritrei residenti in 13 paesi e 160 dichiarazioni scritte ottenute durante la sua prima indagine da metà del 2014 alla metà del 2015.​
Ora il mondo vede la vera Eritrea di Giulio Albanese GLI ACCUSATI. La relazione individua specifici individui, i leader del partito di governo, il Fronte popolare per la democrazia e la giustizia e funzionari militari come i responsabili dei crimini contro l'umanità. Il testo afferma che l'Ufficio di Sicurezza Nazionale "è responsabile" per molti casi di arresti domiciliari, sparizioni forzate e torture avvenute nei centri ufficiali e non ufficiali di detenzione. Nel Rapporto viene raccomandato di sottoporre la questione alla Corte internazionale di giustizia.
DOMANDE & RISPONDE Perché l'Eritrea è sotto accusa? di Paolo M. Alfieri
LA REPLICA. Per Asmara si tratta di "accuse senza fondamento e con motivazioni politiche", che rappresentano "un attacco ingiustificato non solo contro l'Eritrea, ma anche contro l'Africa e i Paesi in via di sviluppo". In un comunicato diffuso dal ministero dell'Informazione si afferma che "il rapporto della Commissione di inchiesta non si attiene ai principi di imparzialità, obiettività e non-selettività previsti dalle linee guida delle Nazioni Unite", accusando la Commissione Onu di essere "assolutamente di parte".
Yemane Gebreab, consigliere del presidente eritreo, a Ginevra (Ansa web)L'INGRESSO NEGATO. L'Eritrea non ha consentito alla Commissione di inchiesta Onu di visitare il Paese "perché fin dall'inizio ha dato prova di mancanza di indipendenza, imparzialità e obiettività" ha detto oggi Yemane Gebreab, consigliere del presidente Isaias Afewerki, in una conferenza stampa tenuta a Ginevra subito dopo la presentazione del rapporto della Commissione.
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