sabato 14 agosto 2010
È la nuova rotta della diaspora eritrea: spesso chi fugge dal regime di Asmara attraversa il deserto del Sudan e l'Egitto per arrivare nel Sinai. Dall'inizio dell'anno, lungo la frontiera, sono morte 28 persone.
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Sei migranti eritrei sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco al confine tra Egitto e Israele mentre cercavano di entrare clandestinamente in Israele. Quattro sono stati assassinati dai tiri dei trafficanti di esseri umani, dai quali stavano tentando di fuggire, gli altri due dai poliziotti di frontiera egiziani. Lo precisa un responsabile dei servizi di sicurezza egiziani. Altre 22 persone, cinque delle quali rimasti feriti, sono state catturate o si sono arresi alla polizia.Gli eritrei arrestati hanno detto che i trafficanti non erano riusciti a farli entrare illegalmente in Israele al primo tentativo, ma si sono rifiutati di lasciarli andare, chiedendo in cambio altro denaro. Sale così a 28 il numero dei migranti uccisi alla frontiera israelo-egiziana dall'inizio dell'anno, 24 dei quali abbattuti dalla polizia egiziana.Quella che passa attraverso il deserto del Sudan e l'Egitto è la nuova rotta della diaspora eritrea e sudandese. In Egitto si entra dal Sudan, via terra, oppure in aereo, atterrando al Cairo con un visto turistico. Dalla capitale, gli intermediari organizzano viaggi nascosti nei camion; il contrabbando nella regione, a causa della vicinanza con la Striscia di Gaza, è fiorente. E non è difficile trovare guide che offrono un passaggio sui fuoristrada verso la frontiera israeliana nel deserto del Sinai. I passeggeri spesso sono abbandonati a se stessi lungo la barriera di filo spinato al confine. Il pericolo maggiore è rappresentato dalla polizia di frontiera, che in questi casi ha l’ordine di sparare a vista. Nel 2008 Amnesty International ha denunciato l’uccisione di 25 profughi.
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