Conferenza a Bruxelles. Cristiani perseguitati, la Ue agisca


Giovanni Maria Del Re martedì 1 dicembre 2015
​Conferenza a Bruxelles per parlare delle violenze contro i seguaci di Cristo, dalla Siria del Daesh fino alla Corea del Nord. Il vicepresidente del Parlamento europeo.  (Giovanni Maria Del Re)
L'Europa dovrà far valere i propri valori, opporsi alla sempre più dilagante persecuzione dei cristiani nel mondo, anche questo è cruciale nella lotta al terrorismo. Nel corso di una conferenza di alto livello sulla persecuzione dei cristiani nel mondo, organizzata a Bruxelles dal primo vice presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, responsabile per il dialogo interreligioso, il messaggio è stato chiaro, condito dai numeri da brivido su un fenomeno sempre più allarmante. Un evento che ha visto tra gli altri la partecipazione di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio e le testimonianze dell'arcivescovo di Sarajevo, il cardinale Vinko Puljic, dell'attivista per i diritti umani del Pakistan Paul Bhatti, di Alganesh Fessaha, presidente dell'ong Gandhi (India), padre Musa Yaramis, iracheno, e rappresentante della Chiesa caldea in Belgio, e l'eritrea Helen Berhane, che ha cantato un brano gospel al termine della conferenza. "Nessun’altra comunità religiosa è oggetto di odio, violenza e aggressione sistematica quanto quella dei cristiani" ha commentato Tajani. Tra le cifre, basti dire che secondo la World Watch list 2015 della missione cattolica Open Doors, i cristiani torturati, stuprati e imprigionati nel mondo sono 150 milioni, con 200 chiese e altri luoghi di culto assaltate e distrutte nel mondo. Dal 2003 a oggi è fuggito il 70% dei cristiani dall'Iraq, dal 2011 700.000 fedeli hanno lasciato la Siria. All'ottobre 2014, i cristiani uccisi per la loro fede in un anno sono 4.344, 1.062 le chiese assaltate, date alle fiamme o distrutte. Ci sono poi paesi di cui si parla meno, come la Corea del Nord, che in realtà ha il primato assoluto in termini di persecuzioni di cristiani, tendendo dietro le sbarre tra i 50.000 e i 70.000 cristiani. Si può poi ricordare gli attacchi operati dai terroristi di matrice islamista di Boko Haram in Nigeria, episodi in Pakistan - il più celebre è il processo contro Asia Bibi, condannata a morte con l'accusa di blasfemia. "È necessario -ha dichiarato Tajani - che l’Occidente rompa il silenzio sulla persecuzione dei cristiani nel mondo", e l’Europa "deve farsi promotrice di un modello di società da contrapporre al radicalismo religioso e a progetti brutali e criminali, come quello di creare un califfato islamico in Iraq e Siria che estenda poi i suoi tentacoli fino alla Libia". "Ci dobbiamo scuotere - ha detto anche il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz - anche nel nostro continente i cristiani non sono sicuri". Il Parlamento Europeo ha già approvato alcune risoluzioni di condanna contro la persecuzione dei cristiani, sul terreno, però, purtroppo l'Europa riesce a fare poco. "Non c’è più tempo da perdere - ha concluso Tajani - se vogliamo evitare la regressione verso la barbarie della persecuzione religiosa o, peggio, dell’indifferenza etica".
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