Anche gli anziani hanno incominciato a usare troppo lo smartphone

Non sono solo i giovani a rischio iper-connessione: il 59% di chi è uscito dal lavoro trascorre più di un’ora al giorno su internet tramite telefonino. In Italia l’uso della Rete è salito del 7,8% nel giro di un anno
January 11, 2026
Un anziano signore col suo smartphone
Un anziano signore col suo smartphone
Non sono solo gli adolescenti a non riuscire a smettere di scrollare sullo smartphone. L’esposizione agli schermi riguarda anche le persone over 60 che abbracciano la tecnologia per combattere l’isolamento e sono considerati tra i più entusiasti utilizzatori di gadget digitali. Si può dire che le abitudini digitali, non tutte positive, che hanno trasformato l’adolescenza stiano oggi raggiungendo le persone sopra i 60 anni.  L’impatto della tecnologia digitale sui giovani sta generando in tutto il mondo una sorta di enorme paura collettiva, alimentata dalle tesi dal celebre saggio “Generazione ansiosa” dello psicologo americano Jonathan Haidt. Le scuole sempre più spesso richiedono che i telefoni vengano tenuti negli armadietti o a casa. Diversi gruppi formati da genitori e pedagogisti predicano l’astinenza da smartphone. A dicembre l’Australia è stato il primo Paese al mondo a vietare l’uso dei social media ai minori di 16 anni.
Eppure, non esistono solo i rischi di un’infanzia rubata ai giovani da smartphone, App e social media. Un’esplosione meno percepita sta coinvolgendo un’altra generazione, con l’arrivo della pensione per gli over 60enni è aumentato il tempo trascorso sui device digitali. Alcuni anziani «vivono sempre più la loro vita attraverso i telefoni, come a volte fanno gli adolescenti» ha spiegato lo psichiatra Ipsit Vahia, responsabile del Technology and Ageing Laboratory presso il McLean Hospital, l’ospedale universitario della Harvard Medical School. In passato, quando si parlava di tecnologia digitale gli anziani non erano considerati così al passo; oggi, al contrario, il 59% dei neo-pensionati, la maggior parte dei quali è online dalla mezza età, passa più di un’ora al giorno su internet con lo smartphone. E la percentuale sale al 66,2% quando viene utilizzato il pc. Non è un caso che le aziende tecnologiche abbiano identificato come un mercato in crescita quello degli acquirenti più anziani. La prossima generazione di pensionati sembra essere ancora più interessata ai gadget digitali: basti pensare che quasi un quinto dei 55-64enni possiede una console di gioco. Apple produce auricolari che fungono anche da apparecchi acustici e orologi in grado di eseguire elettrocardiogrammi o chiamare un’ambulanza in caso di caduta. Tanto da spingere il 17% degli over 65 a possedere oggi uno smartwatch. In Italia la tendenza è confermata dai dati dell’Istat: tra il 2023 e il 2024 l’uso della Rete è aumentato di 7,8 punti percentuali tra i 65-74enni e di 6,7 punti percentuali per gli over 75 anni.  Si può dire che combinando tv e dispositivi tecnologici, le persone in età pensionabile trascorrano, ogni giorno, più tempo davanti allo schermo rispetto ai giovani. E si ritrovano anche ad affrontare rischi online differenti: a partire dal fatto che smartphone e tablet siano spesso collegati ai loro conti bancari. Motivo per cui le “microtransazioni” all’interno di giochi come Candy Crush, le cosiddette loot box e simili, possono prosciugare i loro portafogli. Alto è anche il rischio di raggiri e truffe online: con la possibilità di contattare e derubare le vittime direttamente attraverso le App sul telefono. Prima fra tutte Whatsapp, adottata dalle persone anziane per tutto, dalle comunicazioni allo shopping, e proprio per questo diventata «la piattaforma preferita dagli stessi truffatori» secondo lo psichiatra Vahia.
A questo si aggiunge il fatto che gli anziani, padroni del loro tempo, non debbano sottostare a regole sociali sull’esposizione agli schermi e questo può rivelarsi un rischio, perché potrebbero non avere nessuno che li possa indirizzare verso un aiuto, in caso di bisogno. La solitudine si fa sentire anche con lo smartphone in mano. Lo psichiatra Vahia ha sottolineato che gli anziani sono molto meno propensi dei giovani a rendersi conto della propria dipendenza dal telefono: «L’eccessivo tempo trascorso davanti allo schermo sta alla base di altri problemi più evidenti nei pazienti anziani: ad esempio, l’insonnia curata in alcuni casi si è rivelata radicata nella paura delle truffe online; mentre l’ansia si è rivelata causata dallo scorrimento incontrollato sui social media».
Al di là dei possibili casi di dipendenza da smartphone, va riconosciuto che il potere di Internet è straordinario in moltissimi casi e soprattutto per chi ha difficoltà a muoversi. Le App di messaggistica avvicinano la famiglia, i videogiochi aiutano a passare il tempo, Spotify e YouTube sono macchine della nostalgia che riportano alla mente la musica e i video dell’infanzia. Inoltre, le persone più anziane, seppur ossessionate dagli schermi hanno, però, dei vantaggi rispetto agli adolescenti: se gli smartphone possono interferire tra i giovani e le relazioni nella vita reale, gli anziani hanno già instaurato le connessioni sociali chiave della loro vita. «Hanno comportamenti ben formati, relazioni ben formate, modi di comunicare ben strutturati. Gli smartphone, dunque, possono anche migliorarli» ha spiegato ancora lo psichiatra Vahia, che recentemente è arrivato a esplorare la frontiera tecnologica della realtà virtuale per superare alcuni ostacoli legati alla mobilità e non solo, nella vita reale delle persone anziane, permettendo loro di rivivere la dimensione del ricordo nel presente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA