Partorisce su un gommone diretto a Lampedusa
La donna, che è stata aiutata da altre tre migranti, è originaria del Mali. L'imbarcazione era partita dalla Libia

Tra l’ultima “ondata” di arrivi a Lampedusa, c’è anche lo sbarco di una giovane neo mamma con bimbo. Durante la traversata con altre 30 persone, iniziata da Garabulli, in Libia, la donna ha infatti partorito sul gommone. Si tratta di una giovane mamma del Mali, giunta al molo Favarolo di Lampedusa dopo il soccorso fatto dalla motovedetta della guardia di finanza. La donna è stata presa in carico dai sanitari e portata, assieme al neonato, al Poliambulatorio di contrada Grecale. Sia la donna che il neonato stanno bene. Ad assisterla sul gommone, durante il parto, le altre tre donne a bordo.
Oltre 450 arrivi nell’ultimo fine settimana
Intanto è stato un fine settimana di sbarchi quello che è appena trascorso, in particolare in Sicilia, Con 242 arrivi sabato e 130 domenica a Lampedusa e 83 i migranti invece sbarcati nel Siracusano. I tre sbarchi di domenica a Lampedusa, per un totale di 130 migranti a bordo di due barchini e un gommone, sono stati portati a termine dalla motovedetta della guardia di finanza. Tutti salpati da Gianzur, Zuara e Garabulli, in Libia. A bordo si trovavano da 31 a 68 tra cittadini provenienti da Burkina faso, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Niger, Ghana e Camerun. Sabato invece ci sono stati 4 sbarchi, per un totale di 242 migranti. All'hotspot, dopo il trasferimento di 300 persone con il traghetto per Porto Empedocle, al momento ci sono 149 ospiti. Sono infine 83 i migranti sbarcati sulle coste di Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, dopo aver raggiunto la terraferma a bordo di un barcone. Secondo quanto si apprende si tratta in prevalenza di cittadini originari del Bangladesh (81), oltre a due egiziani. Il gruppo é stato intercettato dalle pattuglie delle forze dell'ordine impegnate nel controllo del territorio e successivamente accompagnato per le procedure di identificazione e i controlli medici.
Barconi abbandonati e dati alle fiamme in mezzo al mare

Barconi partiti dalla Libia e mai soccorsi, oppure partiti dalla Tunisia e intercettati in alto mare dai guardacoste libici che li hanno riportati a terra. Non tutte però sono state soccorse dalla Guardia costiera italiana. La Ong Sos Mediterranee documenta con una serie di foto e video sui social diverse imbarcazioni in mezzo al mare, vuote e senza persone a bordo. «Alcune erano in fiamme, altre erano alla deriva, semisommerse, senza motore e senza segnaletica. Segno di precedenti intercettazioni». «Tra il 27 febbraio e il 1° marzo, il velivolo Albatross Uno (di HPI Swiss, l’iniziativa umanitaria svizzera, ndr) ha sorvolato per circa 12 ore il Mediterraneo centrale, monitorando e ricercando casi di emergenza. Abbiamo individuato 10 imbarcazioni e circa 210 persone in difficoltà in mare. Ogni volta abbiamo trasmesso le informazioni raccolte alle autorità – informano da Sos Mediterranee - Senza un monitoraggio aereo indipendente nel Mediterraneo, le persone scompaiono nel silenzio. Insieme a HpiSwiss, Albatross Uno vola per testimoniare e garantire un salvataggio sicuro in mare. Gli Stati membri europei devono smettere di finanziare le intercettazioni illegali»-

Intercettato e riportato in Libia gommone con 30 persone
«Il 1° marzo, mentre monitoravamo con i nostri aerei civili Albatross Uno la zona Sar libica, abbiamo assistito all'intercettazione da parte della Guardia costiera libica di un gommone nero sovraffollato e inadatto alla navigazione, con a bordo circa 30 persone. Questo non è un salvataggio».

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