Tutto sull'Arena Santa Giulia, che ospiterà l'hockey per le Olimpiadi (ma dopo no)
di Mario Nicoliello, Milano
La struttura è tutt'altro che completa: all’esterno mancano parcheggi e vie di accesso, la segnaletica è incompleta; all’interno occorre ritoccare le tribune, ultimare gli spogliatori e nascondere dalla vista tubi e cavi. E di sport ne vedrà poco: appena terminati i Giochi, diventerà uno spazio musicale

Agli spettatori con sciarpe e berretti di lana si mescolano quelli con elmetti e pettorine. I primi sono dentro l’Arena Santa Giulia per scoprire l’hockey su ghiaccio, i secondi valutano invece dagli spalti i lavori che ancora restano da fare per completare l’impianto meneghino, simbolo dei Giochi invernali. A meno di un mese dalla cerimonia d’apertura il Pala Italia non è ancora ultimato, ma intanto è stato aperto e per tre giorni, da venerdì fino a oggi, ha ospitato la Final Four della Coppa Italia. È l’ultimo tassello che manca per completare il puzzle, una struttura che avrebbe dovuto essere pronta tempo addietro, ma che sull’onda delle polemiche ancora è in fieri. Basta farsi un giro all’esterno per comprendere come occorrerà lavorare giorno e notte per rispondere presente all’appello del 5 febbraio (la vigilia dell’inaugurazione) alle ore 14.40, quando le compagini femminili di Italia e Francia avvieranno la danza a cinque cerchi. Le gru in movimento sono l’immagine iconica che certificano il cantiere tuttora aperto. All’esterno mancano parcheggi e vie di accesso, la segnaletica è incompleta. All’interno occorre ritoccare le tribune, ultimare gli spogliatori e nascondere dalla vista tubi e cavi. La lastra di ghiaccio risponde alle dimensioni europee, quindi pienamente omologabile, ma è più corta rispetto agli standard della Nhl. Le star della lega nordamericana, al ritorno ai Giochi dopo 12 anni, si ritroveranno a battagliare su un rettangolo più corto e dovranno abituarsi pure a spazi ridotti per allenamenti e riscaldamento, nonché a un sistema di raffreddamento del ghiaccio non permanente. Questo è il nocciolo della questione: l’hockey farà capolino a Santa Giulia solo per la parentesi olimpica e paralimpica. Poi qui dentro si farà altro. Lo sport avrà un ruolo importante (a cominciare dalle fasi finali dell’europeo maschile di pallavolo in settembre, fino al probabile approdo negli anni prossimi delle Atp Finals di tennis) ma il core business saranno i concerti. Ad aprire la serie Ligabue il 6 maggio, e proprio in quell’occasione avverrà l’inaugurazione ufficiale della struttura il cui proprietario è Eventim, società privata tedesca che gestisce eventi di ogni genere e che sfrutterà l’arena soprattutto per l’intrattenimento.
L’investimento iniziale era di 180 milioni di euro, interamente coperti dal colosso teutonico, cammin facendo si sono aggiunte decine di milioni di euro di extracosti dovuti soprattutto all’inflazione che ha condizionato le materie prime. A quel punto si sono allungate pure le tempistiche e c’è stato il rischio concreto che l’arena non fosse pronta per febbraio. Nell’estate scorsa è dovuto quindi intervenire il Governo che per mettere in sicurezza la consegna dell’opera ha stanziato 21 milioni di fondi pubblici col Decreto Sport di agosto. Successivamente il Decreto Anticipi di ottobre ha aggiunto altri 30 milioni per finanziare le convenzioni per gli eventi sportivi. Manca l’ultimo miglio per mettere il punto finale e letteralmente non c’è tempo da perdere. Tutto a posto invece per le altre strutture milanesi. Ad Assago andranno in scena pattinaggio figura e short track: i test event sono stati effettuati per tempo e il Forum è pronto per essere marchiato con i cinque cerchi. Alla Fiera di Rho due padiglioni dell’Expo sono stati riconvertiti in arene sportive temporanee per accogliere due strutture smontabili: l’anello da 400 metri del pattinaggio velocità e la seconda casa dell’hockey su ghiaccio. Un esperimento che se di successo potrebbe essere replicato anche dai futuri organizzatori della rassegna a cinque cerchi della neve e del ghiaccio. Gli atleti milanesi soggiorneranno nel villaggio nell’ex scalo di Porta Romana, edifici destinati successivamente a diventare residenze universitarie. A San Siro invece la parte principale della cerimonia inaugurale del 6 febbraio. Ci saranno Laura Pausini e Mariah Carey sul palco, Kirsty Coventry e Giovanni Malagò a tenere i discorsi ufficiali, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a dichiarare aperta la rassegna e Federico Pellegrino e Arianna Fontana a sventolare il tricolore. Mancano 26 giorni all’alba olimpica ed è vietato sbagliare.
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