mercoledì 28 agosto 2019
Il presidente compie un altro giro di 360 gradi, sui fondi per l'emergenza incendi, dopo averli rifiutati. A patto che «siano gestiti dai brasiliani»
I roghi a Candeira nel Rondônia (Ansa)

I roghi a Candeira nel Rondônia (Ansa)

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Il "valzer degli aiuti" è durato 48 ore dal termine del vertice di Biarritz. Il Brasile ha, nell'ordine, accettato, rifiutato, accettato con condizione e, infine, accettato senza commenti il pacchetto da venti milioni stanziato dal G7 per combattere l'emergenza incendi che, oltre al Gigante del Sud, sta dilaniando anche Bolivia e Paraguay. Il primo a parlare, nella tarda serata di lunedì, è stato il ministro della Difesa brasiliano, Fernando Azevedo e Silva. «Ogni aiuto è benvenuto », ha detto il generale dell’esercito. Poi è arrivata la doccia fredda per bocca del capo gabinetto, Onyx Lorenzoni.

«Ringraziamo l’offerta ma quei fondi sarebbero più utili per riforestare l’Europa ». Lorenzoni, in realtà, non si è limitato a respingere al mittente i soldi dei “Grandi”. Il capo di gabinetto ha attaccato direttamente il presidente francese Emmanuel Macron – il quale, nel vertice, ha assunto il ruolo di alfiere della causa ambientalista – per il rogo di Notre-Dame: «Non è capace nemmeno di evitare un incendio prevedibile in una chiesa che è patrimonio dell’umanità e vuole darci lezioni? ». Questione chiusa. Ma solo per poche ore.

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro e il suo 'modello' Donald Trump (Ansa)

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro e il suo "modello" Donald Trump (Ansa)

Poco dopo, Jair Bolsonaro ha assunto una posizione “intermedia”. Sì agli aiuti ma solo se Macron chiederà scusa «per gli insulti pronunciati contro la mia persona». Ovvero l’accusa di aver «mentito» sul rispetto degli impegni ambientali. Quindi il Lorenzoni-bis. Lo stesso delle frecciate a Macron su Notre-Dame ha dichiarato la disponibilità del Paese ad accettare il contributo. Complice, forse, anche l'elogio di Donald Trump che aveva difeso «il grande lavoro di Bolsonaro» per fermare le fiamme. E soprattutto l'appello disperato dei governatori della regione. A dispetto delle rassicurazioni di Azevedo e Silva - «Il fuoco è ormai sotto controllo. Abbiamo avuto roghi peggiori gli anni scorsi» -, i roghi si moltiplicano. Tra sabato e domenica ne sono stati registrati altri mille. E gli effetti cominciano a pesare in modo significativo sugli abitanti. Porto Velho, nello Stato di Rondônia, tra i più colpiti dalle fiamme, da settimane, vive avvolta nella nebbia provocata dalla combustione. L’ospedale visita, in media, 40 persone al giorno per problemi legati alla continua inalazione del fumo, perloppiù bimbi e anziani, particolarmente esposti. Proprio in Rondonia, inoltre, ci sono state le prime vittime: due contadini, bruciati insieme alla loro capanna.


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