mercoledì 22 marzo 2023
I prezzi dell’oro blu alle stelle con aumenti fino al 400%, 13 milioni di capi di bestiame sono morti mentre si contano 1,7 milioni di migranti climatici. L'iniziativa di Oxfam per portare soccorsi
Un pozzo in Somalia. Il livello dell'acqua è sempre più basso

Un pozzo in Somalia. Il livello dell'acqua è sempre più basso - Oxfam / Pablo Tosco

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In Africa orientale 1 persona su 5 (33,5 milioni di persone) sta rimanendo letteralmente senz’acqua pulita. Se, stando alle previsioni, l’assenza di piogge si protrarrà fino a maggio per il sesto anno di fila, si tratterà della più grave e lunga siccità degli ultimi 40 anni.

È l’allarme lanciato da Oxfam – impegnato nell'area per fronteggiare l’emergenza - in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, che si celebra oggi. In un contesto globale in cui ancora oggi 1 persona su 4 non ha accesso a fonti d’acqua pulita per bere o lavarsi, spesso per mancanza di infrastrutture idriche, mentre metà della popolazione mondiale - 3,6 miliardi di persone - non può contare su servizi igienico sanitari adeguati.

L’oro blu

Nelle zone più colpite dalla siccità nel sud dell’Etiopia, nel nord del Kenya e in Somalia, il prezzo dell’acqua è schizzato alle stelle, con un aumento del 400% da gennaio 2021. I primi a farne le spese sono ben 22,7 milioni di persone che già soffrivano di malnutrizione acuta, e che adesso non hanno la possibilità di acquistare nemmeno l’acqua pulita necessaria per sopravvivere.
Anche nella parte settentrionale del Kenya, il 95% delle fonti d’acqua in aree agricole e pastorali, come Marsabit e Turkana, si sono prosciugate, causando l’aumento dei prezzi.

“In questo momento in Africa orientale le persone più affamate sono tragicamente anche le più assetate. – ha detto Francesco Petrelli, policy advisor per la sicurezza alimentare di Oxfam Italia – Il risultato è che milioni di persone hanno perso tutto, dato che quel poco che avevano era rappresentato da piccoli allevamenti e coltivazioni. Negli ultimi 2 anni la siccità ha ucciso 13 milioni di capi di bestiame e bruciato migliaia di ettari di coltivazioni. Adesso la popolazione è costretta a comprare l’acqua da fornitori privati che ne aumentano continuamente il prezzo e 1.75 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case in cerca di acqua e cibo”.

Nella regione di Bai in Somalia, su 1 milione di persone, tre quarti soffrono la fame e di queste 76.000 sono sull’orlo della carestia, mentre il prezzo dell’acqua è raddoppiato: passando da 43,90 dollari per barile di 200 litri a gennaio 2021 a 98,33 dollari a ottobre 2022. Fattore che ha obbligato tantissime famiglie a vendere il poco che aveva e a migrare.

“Al momento centinaia di migliaia di persone dipendono dalle forniture di acqua che arrivano dalle organizzazioni come Oxfam, altri sono costretti ad attingerla da pozzi non controllati o contaminati. – aggiunge Petrelli – Questo aumenta in modo esponenziale il rischio di contrarre malattie facilmente prevenibili, come colera o diarrea acuta”.

“Rischiamo la vita bevendo acqua sporca”

"A causa della siccità siamo costretti a rischiare la vita bevendo acqua sporca – racconta Khadra Omar, 26 anni, che vive a Mogadiscio - Non avevamo mai affrontato una siccità così lunga e dura. Prima in qualche modo riuscivamo a procurarci un po' d’acqua, adesso è quasi impossibile. Stiamo letteralmente morendo di sete”.

"La crisi idrica in corso in Africa orientale è l’esempio di quanto sia urgente non solo l’aumento degli aiuti per affrontare l’emergenza, ma anche la definizione di soluzioni efficaci a lungo termine per affrontare gli effetti della crisi climatica, che in questa parte dell’Africa ha ad esempio prolungato e inasprito un fenomeno meteorologico come ‘La Nina’, portando ad una siccità di cui non si intravede la fine – conclude Petrelli - Milioni di persone sono sull’orlo del baratro e dobbiamo fare tutto il possibile per salvare vite, ma al momento è stato finanziato appena il 20% del Piano di risposta delle Nazioni Unite per far fronte all’emergenza nei tre Paesi”.

Oxfam sta attualmente soccorrendo la popolazione nelle aree più colpite dalla siccità in Etiopia, Kenya e Somalia, distribuendo acqua potabile e aiuti in denaro per l’acquisto di beni di prima necessità; interviene inoltre con progetti a lungo termine per aumentare la capacità di resilienza delle comunità più vulnerabili ad eventi climatici sempre più estremi e imprevedibili. Con l’obiettivo di soccorrere 876.000 tra le persone più colpite entro inizio 2024.

Grazie alla campagna “Dona acqua, salva un vita”, ad esempio, Oxfam potrà soccorrere 25 mila persone allo stremo in Etiopia nelle regioni del Tigray o Amhara, dove milioni gli sfollati sono in fuga dalla siccità e da conflitti locali. Fino al 5 aprile è possibile fare la differenza con un SMS al 45593.

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