venerdì 21 ottobre 2016
​Quando martedì sera è giunta la notizia che Qaraqosh era stata libera, centro di accoglienza di Nestiman a Erbil è scoppiata la festa popolare. Luca Geronico, inviato a Erbil
Iraq, la gioia dei cristiani di Qaraqosh / VIDEO
Quando martedì sera è giunta la notizia che Qaraqosh era stata libera anche nel centro di accoglienza di Nestiman, nel centro di Erbil, è scoppiata la festa popolare. Da Qaraqosh proviene almeno il 50 per cento dei profughi cristiani da due anni ad Erbil."È stata come la festa quando si annuncia la Pasqua, anzi ancora di più. Ci è venuta la pelle d'oca", spiega padre Jalal Jako, rogazionista pure lui nativo della cittadina cristiana a una cinquantina di chilometri da Mosul. Una festa per la liberazione e la speranza di fare ritorno a casa.LE PAROLE DI PADRE JALAL
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Poi, però, la notizia che il Daesh era riuscito a rientrare in alcuni isolati infestati di cecchini. La città, attraverso il tam tam dei social, è descritta semidistrutta e deserta. "Non è possibile ritornare così", dicono tutti. Dopo la gioia per la liberazione ancora incertezza e la sofferenza di prolungare l'attesa nei campi profughi.
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