Ladri a San Luca, ma il tesoro di Bologna sono lacrime e preghiere

Il furto dei preziosi che decoravano l’icona della Vergine è un’offesa per tutti i bolognesi, certo: ma chi voleva arricchirsi non ha saputo riconoscere i veri gioielli della Vergine. E chissà che non abbiano incrociato il suo sguardo di madre...
February 19, 2026
Ladri a San Luca, ma il tesoro di Bologna sono lacrime e preghiere
Il Santuario della Beata Vergine di San Luca a Bologna
Un furto che non ruba. Oltraggia, ma non ruba l’essenziale. Lei è bella ingioiellata, lei è bella spoglia. Lei è il bene che nessuno ci può rubare. Avete allungato la mano rapace. Ma non avete rubato niente. Ben altri gioielli di lacrime e sospiri stanno già rivestendo e onorando la madre di Bologna. Avete allungato la vostra cupidigia su lei che è inviolabile. Avete disonorato un luogo, un simbolo, un monumento. Ma la vita non l’avete nemmeno sfiorata. La santità nemmeno sapete cosa sia. E giustamente vi hanno attirato i brillii delle pietre e le decorazioni. Perché non conoscete altro che pietra e decorazioni. Una vita misera, rispetto alla ricchezza che nemmeno sospettate che esista.
Pensate di aver preso cose ricche ma la più ricca forse non l’avete neanche guardata. E lei, la ragazza di Dio, non ce la può rubare nessuno. L’hanno cantata in tanti, in tanti le abbiamo scritto poesie. In milioni di persone l’hanno pregata e invocata. Tutto ciò non ha valore e rubare non si può . Ecco lo scorno di chi pensa che arricchirsi sia lo scopo della vita. Finisce per perdere la vera ricchezza. Seguono il nulla e diventano essi stessi nullità. Lei sta lì, bella nel suo essere, lei che il Gran Poeta chiama «Figlia del tuo figlio» perché l’Incarnazione di Dio ha rovesciato il senso, il significato del tempo. E anche perché lei, come tante madri, rinasce guardando il suo figlio bambino, il suo figlio uomo, il suo figlio morente. E anche lei sotto la croce si sentì morire ma restare doveva per vederlo Risorto. Per vederlo vivo e in paradiso. Come tutte le madri vedranno i loro figli se nella vita avranno custodito la ricchezza dell’anima. Che non si compra e non si ruba.
Bologna è offesa per il furto dei preziosi sull’icona, all’alba del 19 febbraio in Basilica? Forse, ma più che altro si è re-innamorata della sua Madonna, spoglia o decorata che sia. La ricchezza delle decorazioni non era e non è mai ostentazione di ricchezza e potere. Sono le lacrime e i sospiri che diventano diamanti, che diventano gioielli. Sono suppliche che splendono. La ricchezza delle anime che pregano che diviene segno per tutti è vera ricchezza della città. E soprattutto del popolo. Verrebbe da afferrarle, queste mani rapinose, mani velenose. Invece lei, la ragazza di Dio, penso le abbia baciate. Forse ha supplicato i tristi figuri: guardatemi, guardatemi un istante. Cosa pensate di ottenere? Vi serve altro. Davvero vi serve altro. Il primo a entrare in paradiso è stato un ladrone. Che chiese a Gesù. Chissà se questi ladroni rubando hanno pure chiesto qualcosa. Per loro, per i loro bambini se li hanno. Lei lo sa. E continua – lei che s’è donata interamente, sperdutamente e mitemente – a sorridere anche senza i gioielli. A sorridere e a mostrare suo Figlio nella penombra e nella luce alta sul Colle che fa dire a tutti, quando lo vedono, ecco siamo a Bologna. Non ditelo ai potenti ( e a chi vorrebbe umiliare la ragazza di Dio): Bologna è casa sua.
E a qualcuno si stringe il cuore, a qualcuno il cuore ride. Qualcuno tira fuori la sciarpa rossoblu. Qualcun altro si rivede su un campo da basket. A tutti viene un po’ d’acquolina e qualche fremito. Perché quello è il segno. Il segnale sul monte dove si sale con le preghiere per rubare il cielo. E ciò che vale.

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