L'export italiano torna a crescere nel 2025 anche negli Usa
di Cinzia Arena
Un aumento del 3,6% a livello annuo. Il governo esulta: i dazi non hanno inciso, risultato storico. Bene industria farmaceutica e alimentare

Il 2025 è stato un anno da record per le esportazioni italiane che sono aumentate del 3,3% rispetto all’anno precedente, con il surplus commerciale pari a 50,7 miliardi, in aumento di 2,5 miliardi rispetto ai 48,2 miliardi nel 2024. «L'Italia sale così al quarto posto nel ranking mondiale. Un risultato storico. Mai così forti, mai così competitivi», ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso sottolineando in particolare la crescita dell’export verso gli Usa.
Il commercio estero italiano ha mostrato segnali di ripresa nel 2025 in valore in miglioramento rispetto al 2024, quando si era registrata una flessione dello 0,5%. Le esportazioni sono state alimentate però soprattutto dall’aumento dei valori medi unitari (+2,6%), mentre i volumi esportati sono aumentati soltanto dello 0,7%.
Non tutti i settori hanno avuto risultati positivi. Nel corso del 2025 c’è stato un forte impulso in alcuni comparti come quello dei metalli di base (+27,8%), dei mezzi di trasporto esclusi gli autoveicoli (+25,2%), degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%). Settori che hanno avuto un ruolo determinante nell’andamento positivo. D’altra parte, i prodotti petroliferi raffinati hanno visto una contrazione significativa (-31%). Un freno alla crescita è arrivato anche dalla riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e autoveicoli (-6,8%).
Dal punto di vista geografico, l’export verso la Svizzera è aumentato del 41,7%, in forte crescita quello verso i paesi Asean (+48%) e la Polonia (+18,9%). Invece le esportazioni verso la Turchia ha subito un calo del 17%, mentre quelle verso il Regno Unito, i Paesi Bassi e il Belgio ha mostrato flessioni rispettivamente dell’8,7%, 9,7% e 8,9%.
Poi c’è il capitolo Stati Uniti. Nell’anno in cui Donald Trump ha lanciato la sua guerra dei dazi, le esportazioni verso gli Usa sono salite del 7,2%. Ma a dicembre sono scese dello 0,4%, mentre le importazioni sono aumentate del 61,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il saldo commerciale tricolore con gli Usa, per quanto ampiamente positivo, si è ridotto di 4,692 miliardi, scendendo a 34,191 miliardi. L’aumento è stato in parte dovuto alle scorte accumulate prima dell’introduzione dei dazi, mentre resta da capire cosa accadrà nel 2026, con le scorte esaurite.
Nel quarto trimestre del 2025, le esportazioni italiane hanno subito una flessione dello 1,4%, seguita da un calo delle importazioni dello 0,2%. Tuttavia, sul piano annuale, le prospettive restano positive, con una crescita robusta delle esportazioni verso i paesi extra-Ue (+5,1%) e un moderato incremento verso l’Ue (+4,7%). L’aumento delle esportazioni verso paesi come la Polonia, la Francia e la Svizzera è un indicatore prezioso del fatto che l’Italia sta cercando di diversificare i suoi mercati. Le importazioni hanno visto una crescita complessiva del 3,1% in valore, trainata principalmente dall’aumento degli acquisti dall’Ue (+7,1%), mentre le importazioni dai paesi extra-Ue sono scese (-1,1%). Questo riflette una crescente interdipendenza tra il nostro Paese e l’Unione Europea.
L’industria farmaceutica il motore della crescita dell'export italiano: "Nel 2025 l'export del comparto registra un incremento del +28,5% rispetto al 2024, a fronte di una crescita del +3,2% del complesso delle attività manifatturiere. Su 19 miliardi di euro di aumento complessivo delle esportazioni manifatturiere, ben 15 provengono dall'industria farmaceutica, che si conferma il settore trainante del Made in Italy nel quadro internazionale" ha sottolineato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani. Soddisfazione è stata espressa anche da Coldiretti per quanto riguarda l’export alimentare. “L'export agroalimentare Made in Italy, nonostante conflitti internazionali e guerre commerciali, fa segnare un nuovo record, chiudendo il 2025 con un valore complessivo di quasi 73 miliardi di euro, il massimo di sempre, grazie a un aumento del 5% rispetto all'anno precedente” sottolinea un'analisi dell’associazione degli agricoltori. A livello generale la Germania resta il principale mercato di sbocco dell'alimentare con un valore di 11,2 miliardi nel 2025, mentre la Francia scavalca al secondo posto gli Stati Uniti, salendo a 7,9 miliardi di euro.
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