Che fare per essere migliore? «Metti Dio al centro»
Per la Quaresima papa Leone è corso in aiuto dei credenti invitando a donare al Signore la chiave per accedere negli anfratti più bui e misteriosi del nostro animo e a scendere dal trono senza paura di perdere la libertà e le false sicurezze

Dal cuore della terra parte la domanda: «Che fare?». Che fare per essere migliori, per non scendere a compromessi, per non umiliare il prossimo? Che fare in questo tempo strano e contraddittorio in cui poche – pochissime – persone sono in grado di risollevare o calpestare i popoli? Che faranno coloro che credono in Dio ma hanno sempre bisogno di conversione? Senza giri di parole, papa Leone è corso in aiuto dei credenti: «Metti Dio al centro». Donagli la chiave per accedere negli anfratti più bui e misteriosi del tuo animo. Lo so, hai paura che se scenderai dal trono, non sarai più padrone di te stesso. Dovrai rinunciare alla libertà cui tanto aspiri. Il re della menzogna, come vedi, sa fare il suo mestiere. Tanti gli hanno creduto, lo hanno seguito, e hanno smarrito la strada. L’aereo della vita sul quale siamo saliti, non può rischiare di schiantarsi: ognuno deve occupare il posto che gli compete. Il pilota entri nella cabina di comando, alle pulizie ci penseranno gli altri. Mi piace l’idea del Dio-pilota che ci conduce nel Paese delle meraviglie. «Ma, se faccio la sua volontà – mi disse un giorno un giovane - non potrò più fare la mia. Non sarò, quindi, libero».
La libertà. Che cosa è la libertà? Chi è veramente libero? Quando posso dirmi libero? Poche domande con al seguito una cascata di risposte. Nessuno sa dire con certezza che cosa desidera davvero. Mangiare, bere, dormire, lavorare, studiare, conoscere, amare ed essere amati, certamente. Andare dove voglio, fare quello che più mi aggrada, anche. Accade poi che ti innamori e per amore sei disposto a rinunciare alla tua antica libertà. L’amore ha trasformato il tuo concetto di libertà. Meno libero di prima? No, assolutamente. Così è con Dio. Non è vero che se gli cedo il mio posto di comando mi troverò depauperato. È vero il contrario. Perché meglio di me lui sa di che cosa ho bisogno. Meglio di me sa interpretare il mio animo perennemente inquieto. Meglio di me vuole il vero bene mio e di tutti. E mette ordine. E crea armonia. Come quando dopo una notte buia, la luce dell’alba va disegnando il panorama. Io sono indecifrabile a me stesso. Lentamente vado traducendo le pagine del libro della vita scritte in lingue sconosciute. Alcuni capitoli, poi, si presentano sbiaditi. Le passioni, l’educazione, i sentimenti belli e quelli distruttivi, l’egoismo, le sofferenze passate, l’ansia del futuro, offuscano gli occhi.
Metti Dio al centro, senza paura, senza complessi di inferiorità o di superiorità, ma con tanta umiltà. Fidati. E il miracolo accade. La tua volontà, piano piano, va conformandosi alla sua; i tuoi gusti somiglieranno ai suoi. Avrai in odio l’odio, desidererai rimanere col più debole. Lussi, onori, comodità, agi, come tasselli di un mosaico andranno a occupare i posti che gli spettano. Punterai all’ essenzialità. L’orologio? Serve per conoscere l’ora, non per farne un idolo da esibire. «Quello che non mi serve, mi pesa» ebbe a dire madre Teresa di Calcutta. Vero. Libertà, quanto mi sei cara! Altri due gioielli, Leone ci consegna per questa Quaresima: «Ascolto e digiuno». Digiuno di cibo e di parole, per meglio conoscere Lui. La campagna parla, le stelle parlano; la mamma, da tempo, tenta di parlarti. Fermati. Aguzza l’orecchio. Entra in sintonia con chi ti sta accanto. Sii pronto ad accogliere il mistero che ti si rivela. Hai un figlio? Contemplalo mentre cresce. Ti sei accorto che va cambiando la voce, l’aspetto, la statura? Meraviglia delle meraviglie: è lui e non è più lui. E con Dio? Stesso discorso. Vuoi incontrarlo davvero? Approfitta di questo tempo di grazia. Fai spazio. Sgombra il tabernacolo del tuo cuore da tante cianfrusaglie. Forse ti saranno anche servite un giorno, adesso, però, sono del tutto fuori posto. Fai silenzio. Immergiti nel Vangelo e nella preghiera. Chi ama non alza la voce, non si arrabbia, non recrimina, non si insuperbisce. Chi ama, ringrazia, ascolta, contempla, adora. Dio parla. Anche quando tace, parla. Dio ti ama. Quando ti coccola e quando ti sferza, Dio ti ama. Buona Quaresima.
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