Prove di debutto per i ciclomotori a guida autonoma
Scuter è un veicolo elettrico cabinato pensato per lo sharing che ti viene a prendere dove vuoi. Tu lo guidi fino dove serve e lui si parcheggia da solo

"Prova a prendermi” è il titolo di un famoso film in cui Leonardo DiCaprio scappa per mezzo mondo dalla polizia che lo insegue. La stessa frase è stampata sul retro del prototipo di Scuter, il primo ciclomotore elettrico cabinato a guida autonoma presentato ieri a Milano.
Una volta ultimato, il veicolo sarà capace di percepire l’ambiente circostante, e dopo aver lasciato il passeggero, raggiungere il cliente successivo o parcheggiarsi nelle apposite aree di sosta. La fase autonoma non prevede il trasporto di persone e avverrà a bassissima velocità con l’obiettivo di muoversi in sicurezza. Quando invece salirà a bordo un utente, il mezzo raggiungerà la velocità di circa 50 chilometri all’ora. L’equivalente di un cinquantino.
Lungi dall’essere un’istigazione a correre o a accelerare troppo, considerato anche che il mezzo senza pilota viaggerà a una velocità compresa tra i 6 e i 10 chilometri orari, “Prova a prendermi” può rappresentare lo slogan, della startup che lo ha realizzato, una realtà sempre proiettata al futuro. Per ammissione del suo stesso ceo Gianmarco Carnovale, «Scuter non è davvero un produttore di automotive, ma è una società tecnologica capace di sviluppare insieme veicolo, software e operations». E punta a migliorare la vita delle persone grazie all’innovazione continua.
Scuter, che rappresenta la prima applicazione al mondo di guida autonoma su un veicolo stradale targato, ultraleggero ed esclusivamente pensato per lo sharing, progetta di ribaltare il paradigma imperante nel mondo dei mezzi a noleggio: «Finora si pensava a come spostare le persone, ora si pensa a come spostare il veicolo. Non sarà più l’utente a raggiungere il mezzo, ma sarà il mezzo a farsi trovare al posto giusto». Pensate di uscire dal supermercato carichi di borse al punto da non riuscire a tornare a casa a piedi, né di salire agevolmente sui mezzi pubblici. Che fare? È quello che ha pensato anche Esselunga, che da quattro mesi mette a disposizione dei suoi clienti una flotta di Scuter. Non solo: per ogni Km percorso sul mezzo, si guadagna un Punto Fragola.
Quella che sembra una vera rivoluzione però, per ora resta un obiettivo. Come spiega Carnovale: «Non stiamo annunciando oggi un veicolo autonomo pronto a circolare senza supervisione. Stiamo mostrando il primo passo dell’evoluzione in un robot urbano». E riscontri positivi dalla città non mancano.
Milano è stata il laboratorio in cui da un anno la startup ha attivato una piattaforma di sharing raccogliendo dati reali sul comportamento del veicolo, sul software e sull’organizzazione del servizio, grazie alle migliaia di corse effettuate dagli utenti. Pochi giorni fa, il team di Scuter, composto da sole 14 persone, ha tagliato il traguardo dei 10mila viaggi commerciali. Tutti effettuati senza incidenti.
Nei prossimi anni, alla guida, potreste trovarvi dietro a un piccolo ciclomotore arancione che percorre lemme lemme la carreggiata. Oltre a procedere adagio, simile a un Tuk Tuk monoposto, il veicolo sfoggia uno sticker con una frase quasi sfottente sul retro: "Prova a prendermi". Non arrabbiatevi e non suonate. Potrebbe non rispondervi nessuno.
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