Semafori rossi e inversioni a U: in California le auto a guida autonoma prenderanno la multa
di Fabio Carminati
Dal primo luglio entreranno in vigore nuove norme che permetteranno alla polizia di contestare le infrazioni commesse da robotaxi & Co. direttamente alle aziende produttrici. Ecco come si è arrivati alla decisione

L’argomento è di quelli che viaggiano a cavallo di molti confini: parte dall’etica, sfiora la filosofia e finisce però prosaicamente nel ginepraio delle multe. Si sa, infatti, che le auto a guida autonoma stanno diventando sempre più comuni in alcune città della California, ma si sa forse meno che quando questi veicoli violano le norme del codice della strada la polizia finora non era stata in grado di multarli. Perché l’entità “autonoma” o l’intelligenza artificiale che la alimenta non sono dei soggetti, bensì sono strumento di un qualcosa o qualcuno che li ha creati o li sfrutta. Così, fino a questo momento di vuoto legislativo, i legali sono riusciti sempre a mantenersi a galla in una palude di leggi, regolamenti e pandette. Da poco il Dipartimento dei veicoli a motore del Golden State americano ha annunciato nuove normative sui veicoli a guida autonoma, tra cui una procedura che consente alla polizia di emettere un «avviso di non conformità per i veicoli a guida autonoma» direttamente al produttore dell'auto. Le nuove norme, che entreranno in vigore il primo luglio, fanno parte di una legge più ampia del 2024 che ha imposto una regolamentazione più rigorosa a questa tecnologia.
Tristemente note e con conseguenze drammatiche, sono state diverse le infrazioni al codice della strada da parte di queste auto, anche durante un colossale blackout a San Francisco lo scorso anno: numerosi veicoli si sono bloccati in mezzo a incroci trafficati, peggiorando una situazione del traffico già congestionata. Gravi incidenti sono avvenuti in passato anche nelle sperimentazione dei veicoli. «La California continua a essere all’avanguardia a livello nazionale nello sviluppo e nell’adozione della tecnologia dei veicoli a guida autonoma, e questi regolamenti aggiornati dimostrano ulteriormente l’impegno dello Stato per la sicurezza pubblica», ha orgogliosamente dichiarato il direttore del dipartimento dei veicoli, Steve Gordon. Da tempo Waymo, uno dei principali operatori di robotaxi a guida autonoma nella Bay Area di San Francisco e nella contea di Los Angeles, e diverse aziende, tra cui Tesla, hanno ottenuto permessi per testare i propri veicoli autonomi in alcune città della California. E oltre ai pericoli arrecati dai test, proprio allora si è scoperto il “bug” nella normativa. Perché quando i veicoli hanno violato le norme del codice della strada, alcuni agenti di polizia si sono trovati in difficoltà nel capire come ritenere responsabili le auto a guida autonoma.
Nel settembre scorso, a San Bruno vicino San Francisco, alcuni agenti di polizia hanno notato un veicolo a guida autonoma della Waymo effettuare un'inversione a U illegale a un semaforo proprio di fronte a loro e non hanno potuto far altro che segnalare all’azienda il «problema tecnico». Anche i funzionari del dipartimento dei vigili del fuoco di San Francisco si sono lamentati ripetutamente del fatto che i robotaxi intralciano gli interventi di emergenza. Il problema, affermano in molti, non sarà risolto dalle nuove norme. Frotte di avvocati finanziati dalle grandi aziende sono già pronte a combattere: partendo dai fondamenti dell’etica, sfiorando la filosofia e finendo prosaicamente nel ginepraio delle multe.
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