Una navetta pubblica a guida autonoma: Torino vuol guidare per prima il futuro
Avviata la sperimentazione attorno al Campus Einaudi di un minibus senza pilota, parte di un progetto più ampio già presentato in sede europea

E’ una zona giovane, universitaria, dove il futuro è argomento quotidiano, vitale come il pane. E non a caso, attorno al Campus Einaudi di Torino (inserito dalla CNN tra i 10 edifici universitari più spettacolari del mondo), lungo le sponde della Dora in una area industriale riqualificata, si sperimenta il futuro della mobilità: da ottobre infatti circola una navetta a guida autonoma, un minibus senza pilota capace di circolare in mezzo al traffico su un tragitto ovviamente limitato (a 5 fermate e 3 km) con una portata fino a 8 passeggeri. Uno shuttle a elevata automazione, in grado di dialogare con l’infrastruttura attraverso i sensori per il rispetto delle norme e per la sicurezza dei trasportati, capace di attraversare incroci con i semafori, ad esempio, o evitare collisioni con altri mezzi, il tutto in tempo reale.
Si tratta di una navetta autonoma supervisionata attraverso la presenza a bordo di un operatore (safety driver) in grado di intervenire in caso di emergenza o necessità: una postazione manuale, infatti, consente di passare alla guida umana e tradizionale. I safety driver sono passati attraverso un addestramento specifico curato da GTT (azienda dei trasporti torinesi), una formazione richiesta a livello normativo.
La sperimentazione della navetta a guida autonoma fa parte di un progetto ben più ampio a livello amministrativo, con le istituzioni cittadine e regionali: Torino infatti si è proposta e candidata a livello europeo come centro di sperimentazione della guida autonoma per l’Italia. L’obiettivo, ha spiegato Alberto Cirio presidente della Regione Piemonte, è diventare la prima città in Europa dove si prova a far viaggiare su una strada pubblica un’auto senza conducente adibita al servizio pubblico, quindi taxi o navetta, come già avviene con la sperimentazione nella zona del Campus universitario. Torino vuol diventare un nodo cruciale dell'ecosistema europeo dell’innovazione “certi di avere tutti i requisiti” come ha sostenuto il sindaco Lo Russo. Vedremo taxi a guida autonoma nel centro di Torino? Il desiderio è lanciare nel 2027 un parco di “roboTaxi”, o mini shuttle senza conducente adibiti al servizio pubblico come accade per esempio a San Francisco…
La navetta elettrica a guida autonoma AuToMove (fornita da Ohmio e gestita operativamente da GTT) è una delle nuove soluzioni di mobilità urbana smart e sostenibile. E’ dotata di un livello 4 di autonomia, può monitorare l’ambiente attraverso sensori e guidare le manovre necessarie, dialogare via wireless con veicoli e riferimenti stradali, ricevere informazioni in tempo reale su traffico, semafori, incidenti o blocchi del traffico.
Il progetto ha coinvolto numerose competenze multidisciplinari, tra cui un gruppo specifico di ingegneri del Politecnico di Torino, ed è stato presentato a Bruxelles, in sede UE. Fa parte di un dossier in cui le istituzioni candidano Torino “a diventare la città‐laboratorio dell’Unione Europea per la sperimentazione della guida autonoma e il sistema sanitario regionale per le applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito diagnostico, organizzativo e per la telemedicina”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






