Rivoluzione polizze: anche l'auto ferma in box andrà assicurata
Sta per essere applicata anche in Italia la direttiva europea che obbliga ad assicurare anche i veicoli inutilizzati. Sono previste poche deroghe: ecco quali

L'assicurazione obbligatoria per tutti i veicoli, anche se fermi o inutilizzati, sta per diventare realtà anche in Italia. L'ultima parola spetta al Parlamento ma non dovrebbero esserci sorprese al decreto legislativo approvato in Consiglio dei Ministri il 4 dicembre 2025 e ora al vaglio del Parlamento, che ha recepito la direttiva Ue 2021/2118 e del Consiglio, del 24 novembre 2021. Non è un decreto come tanti: modificato o approvato in toto, porterà innovazioni nel panorama assicurativo italiano, intervenendo soprattutto per chiarire il perimetro di applicazione dell’obbligatorietà dell’assicurazione.
Il tema riguarda non solo i proprietari di auto "dimenticate" in un box o in una casa di campagna ma anche le imprese che hanno veicoli inutilizzati (o usati per brevi periodi stagionali) ma comunque ancora iscritti al Pra e fermi in spazi chiusi. L'obbligo, infine, varrà anche per i rimorchi, anche se non collegati a un veicolo. L’unica possibilità di deroga, dovrebbe precisare il decreto, riguarda i veicoli «realmente inutilizzabili», ovvero ridotti a rottame o totalmente privi di motore, e quindi ‘«non idonei all’uso in maniera stabile» perché mancanti di «parti essenziali» alla loro funzionalità. Non rientrano nella categoria le motociclette o le vetture semplicemente prive di parti facilmente reperibili e reinstallabili sul mercato, come ruote, batterie o altri elementi accessori. In questi casi l’obbligo assicurativo resta perché il mezzo è considerato ancora «potenzialmente utilizzabile». Un criterio che, evidentemente, mira a troncare sul nascere qualsiasi tentativo di aggirare l’obbligo di assicurazione smontando temporaneamente qualche pezzo del veicolo. Resta da stabilire di preciso quali siano le «parti essenziali» la cui assenza rende un veicolo stabilmente inidoneo all’uso. Tema alquanto spinoso.
A meno di sorprese, il decreto introdurrà novità anche per chi possiede moto e auto d'epoca, quelle che più spesso restano ferme nei box, aprendo a modalità assicurative differenti rispetto alla classica Responsabilità Civile. Viene infatti introdotta una distinzione tra «rischio statico», legato al semplice stazionamento del veicolo (tipico il caso di una moto esposta nella vetrina di un negozio) e rischio dinamico, connesso alla circolazione effettiva. Una novità che consentirà di assicurare anche veicoli che fisicamente non possono essere messi in moto, come quelli esposti nei musei o nelle collezioni private. Resta però da chiarire se questa possibilità sarà estesa anche ai proprietari di veicoli d’epoca fermi nei box privati.
Il decreto si occupa anche dei veicoli ad uso stagionale, aprendo quindi alla possibilità di stipulare polizze obbligatorie con durata inferiore ad un anno. Una novità che piacerà soprattutto ai proprietari di moto, che spesso la usano solo in determinati periodi dell’anno. Oggi il Codice delle assicurazioni prevede una durata minima annuale (o un anno più frazione), seppur con la possibilità di “fermare” la copertura e di “recuperare” i mesi non utilizzati. Le nuove regole invece, potranno disciplinare polizze infra-annuali, superando l’attuale rigidità e adattando la copertura all’effettivo periodo di utilizzo del mezzo. Infine, il decreto interviene anche sul fronte delle manifestazioni sportive motoristiche . Gli organizzatori di gare e competizioni potranno infatti stipulare, in alternativa alla tradizionale Responsabilità Civile, una polizza generale. Un’innovazione che rende più flessibile la gestione assicurativa degli eventi, permettendo agli organizzatori di scegliere coperture più calibrate sulle reali necessità delle manifestazioni.
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