giovedì 22 novembre 2018
Mattero Merlin, gestore del fondo Eurizon Fund Absolute Green Bonds: negli ultimi anni sono cresciuti i settori idrico, dell'edilizia a basso impatto ambientale
Matteo Merlin

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Quello dei green bond è un mercato in crescita, che supporta una serie sempre maggiore di progetti con impatto positivo sull’ambiente e sulla società. Ne abbiamo discusso con Matteo Merlin, che gestisce insieme a Caterina Ottavi il fondo Eurizon Fund Absolute Green Bonds, il cui report d’impatto globale è stato presentato al Salone Sri di Milano.

Quali sono le prospettive del mercato dei green bond?
Il mercato dei green bond sta mostrando, anno dopo anno, importanti segnali di maturità. Nel 2018, dal punto di vista dimensionale, il numero di emissioni si trova nella traiettoria di superamento delle previsioni degli analisti e si sta diversificando gradualmente in termini di aree geografiche, per tipologia e con riferimento all’uso dei proventi raccolti. Il segnale di un trend di sviluppo è dato anche dal numero di emittenti che hanno effettuato più di un’emissione. Inoltre, la crescente domanda degli investitori favorisce un aumento della dimensione media e una maggiore frequenza delle emissioni.

In quali settori si concentrano maggiormente le emissioni di green bond?
Il settore dei trasporti (44%) e quello energetico (23%) restano i più rilevanti; ma negli ultimi anni sono cresciuti i settori idrico, dell’edilizia a basso impatto ambientale e dell’efficientamento energetico.

Qual è l’approccio di investimento di Eurizon Fund Absolute Green Bonds?
Considerata la mission del fondo, è importante individuare i cosiddetti fenomeni di "greenwashing", ovvero riconoscere le società interessate a utilizzare impropriamente la "connotazione verde". Nel corso del processo di investimento, che si avvale di analisi oggettive e soggettive, le emissioni sono classificate lungo una "scala di greenness" da "deep green" a "brown". Per quanto riguarda l’analisi oggettiva, vengono esaminati i progetti finanziati identificando quelli con il miglior trade-off ambientale. L’analisi soggettiva si concentra sulla gestione del progetto, sulla struttura organizzativa dell’emittente, sull’impronta ambientale, ponendo particolare attenzione alla trasparenza e alla qualità della reportistica.

In quali regioni del mondo il comparto ha generato il maggiore impatto?
Il maggior impatto ambientale è stato generato in Europa, per il 67%; seguono l’area dell’Asia-Pacifico (18%) e il Nordamerica (7%).

Quali sono i principali risultati di impatto ambientale e sociale raggiunti grazie agli investimenti realizzati dal comparto nel 2018?
Gli investimenti del fondo hanno contribuito alla produzione di energia rinnovabile per 27.920 megawatt/ora, pari all’energia consumata da 7.756 cittadini europei in un anno. L’investimento in infrastrutture sostenibili, immobiliare e trasporto pulito ha generato risparmi per 477.834 kilowatt/ora. Nel complesso, la riduzione di emissioni annuali di gas nocivi è stata di 19.268 tonnellate di anidride carbonica (pari alla quantità assorbita da 91 chilometri quadrati di foreste). L’investimento nel settore idrico ha permesso di risparmiare e purificare 74.288 litri di acqua (pari a 2.122 docce). I finanziamenti per la gestione dei rifiuti hanno consentito il riciclo di 13 tonnellate di materiale di scarto. Per quanto riguarda l’impatto sociale sono stati creati, a livello aggregato, 20 posti di lavoro.

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