martedì 7 novembre 2017
L'indice annuale di soddisfazione al volante stilato da Waze in tutta Europa: a Bologna la migliore qualità delle strade. Un nuovo studio sull'inquinamento: «Inutili i blocchi del traffico»
Traffico a Napoli: l'umore di chi guida in questa città resta alto

Traffico a Napoli: l'umore di chi guida in questa città resta alto

Il Paese migliore al mondo dove guidare è l'Olanda, quello peggiore sono le Filippine. L'Italia invece risulta fra i cinque peggiori stati europei per gli automobilisti, tra cui maglia nera è l'Ucraina. Ma nel nostro Paese non tutte le città sono uguali. Milano per esempio è la città ritenuta migliore in cui mettersi al volante, in termini di traffico, sicurezza, servizi per l'automobilista, ma non per qualità delle strade: in questo caso il primato è detenuto da Bologna. I guidatori più felici invece sono i napoletani il cui umore alla guida, nonostante le difficoltà quotidiane, si attesta al di sopra della media nazionale.

E' quanto risulta dall'indice annuale di soddisfazione degli automobilisti calcolato da Waze, app che ospita il più grande network di automobilisti connessi quotidianamente per evitare il traffico e risparmiare tempo e denaro al volante. L'indice prende in considerazione sei fattori chiave valutati dai milioni di utenti di Waze attivi mensilmente nel mondo in 217 città di 42 Paesi: traffico, qualità e sicurezza delle strade, servizi all'automobilista, fattori socio-economici, felicità e utilità della community di Waze.

Nella classifica di casa nostra, Milano per qualità di guida è seguita da Napoli, Roma e Bologna. In Europa, al top c'è l'Olanda (che guida anche la classifica mondiale), seguita da Francia, Repubblica Ceca, Belgio e Spagna. Nelle ultime tre posizioni ci sono Ucraina, Romania e Gran Bretagna, seguita da Italia e Portogallo. Il nostro Paese però si aggiudica il secondo posto mondiale per sicurezza alla guida, mentre il Portogallo risulta il primo in assoluto per qualità delle strade.

Smog: blocchi auto poco utili: servono auto eco

I blocchi del traffico a Milano, Torino e Brescia influenzano ben poche le concentrazioni nell'atmosfera di PM 2,5 (le polveri sottili più pericolose per la salute). Lo sostiene uno studio sull'inquinamento in Val Padana svolto da RSE, la società di ricerca del Gestore dei Servizi Energetici (GSE, la società pubblica che promuove le fonti rinnovabili). "L'intero comparto "trasporto su auto" privato contribuisce per il 14% delle concentrazioni di PM 2,5 medie annue a Milano - si legge nel rapporto -. L'8% di questo dato è provocato dalle auto in circolazione a Milano, il resto da quelle del bacino circostante. Pertanto riduzioni anche drastiche del trasporto su auto, ma circoscritte alla sola area urbana di Milano (estensione AREA C, limitazioni veicoli diesel) porterebbero a una discesa della concentrazione media annua di PM 2,5 di pochi punti percentuali. Lo stesso discorso vale per altre città della Pianura Padana come Torino o Brescia". RSE ritiene molto più utile, per ridurre le polveri sottili, uno riconversione anche parziale del parco auto lombardo verso veicoli ecologici. Lo studio calcola che con una quota del 20% di auto elettriche e un altro 20% di auto ibride, si avrebbe una riduzione del 26% delle emissioni di PM 2,5 e del 21% della CO2 (anidride carbonica, il principale gas serra).

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