giovedì 23 marzo 2023
Sei mesi di lavoro davanti ai visitatori della mostra torinese: al via la performance artistica per rievocare l'artigianalità di un antico mestiere
Dario Pasqualini e la sua Testadoro Essenziale

Dario Pasqualini e la sua Testadoro Essenziale - Simona Alampi

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“La rinascita di un marchio per riscoprire la sostanza e la sua trasformazione”. Se siete appassionati di automobili e vi incuriosisce come viene fatta e rifatta una vettura, e se fino al 21 settembre vi troverete a Torino, non dimenticatevi di fare un salto al MAUTO, il Museo dell’Automobile. All’interno, nell’area dedicata all’“Arte di Boita: l’Arte torinese di trasformare la sostanza”, potrete, infatti, vedere da vicino come nascerà la Testadoro Essenziale, una nuova opera d’arte su quattro ruote. L’artista è Dario Pasqualini, grande appassionato di automobili, che ha rispolverato il marchio Testadoro, “in vita” dal 1946 al 1949 grazie all’inventiva di Giorgio Giusto.

Nella sua breve carriera di azienda costruttrice, la cui ragione sociale era “Casa dell'Auto” con sede a Torino, Giusto produsse nove vetture da corsa con il marchio Testadoro. Le varie Testadoro, come la Sport, la Drin-Drin, la Marinella e la Daniela, corsero le più importanti gare dell'epoca, prima come semplici derivate della Fiat 500 Topolino, poi come vetture di completa progettazione e costruzione Testadoro, comprese di nuovi motori prodotti internamente. Furono solo poche dunque le vetture Testadoro, guidate ai tempi anche da Bertone e Zagato che volevano diventare piloti e che, fortunatamente, sono invece diventati straordinari designer.

Ma chi è Dario Pasqualini? Lui si definisce “uno strano animale”. “Ho frequentato l’artistico di Torino e tre anni di architettura – racconta –. Poi ho mollato tutto per andare in giro per il mondo a cercare un lavoro vero. Sono un mix fra creatività e rispetto per le regole e l’animale che c’è in me è venuto fuori quando ho conosciuto Paolo Giacometto, un battilastra eccezionale. Ho iniziato a fare delle ricerche sui costruttori e carrozzieri torinesi e mi sono reso conto che non c’era nella produzione qualcosa che richiamasse la nostra tradizione. Ho iniziato a disegnare e mi sono addentrato nel mondo dei tubolari. Ho scoperto il marchio Testadoro, l’ho registrato e dopo due anni e mezzo siamo riusciti partire con il progetto di realizzare questa vettura che abbiamo chiamato ‘Essenziale’. Vettura che costruiremo qui al MAUTO sotto gli occhi dei visitatori”.

La Essenziale è una berlinetta con motore anteriore e trazione posteriore, come nella tradizione delle vetture sportive italiane degli anni ’50 e ’60. Contrariamente a quanto accade nella produzione commerciale, la performance artistica vuole illustrare la concezione stilistica e la nascita di una vettura completa interamente sotto gli occhi del pubblico, con la partecipazione delle diverse maestranze (“modellisti” e “battilastra” in primis), che spesso rimangono nell’ombra. In un allestimento ispirato alle officine artigianali degli anni ’50 (la classica “Boita” torinese) fatto di banchi in legno e attrezzi tipici dell’epoca, l’artista plasmerà i volumi della Testadoro Essenziale, una berlinetta sportiva di sua creazione, capace anche di rendere omaggio alle vetture che hanno reso lo stile italiano famoso nel mondo. La vettura costruita sarà moderna, completamente originale e sarà da intendersi come opera d’arte in movimento, oltre a non essere destinata in alcun modo alla commercializzazione o alla produzione in serie.

Nelle prime settimane di lavoro, l’autore procederà alla modellazione della vettura con l’utilizzo del Clay, uno speciale tipo di plastilina modellabile a caldo e lavorabile a freddo. Una metà del modello di stile sarà lasciata con la struttura sottostante a vista e parti con lo strato di Clay grezzo, mentre l’altra sarà lavorata fino a restituire in maniera fedele e realistica i volumi da realizzare. In seguito, sulla base dei volumi definiti verrà realizzato il mascherone in legno, fondamentale elemento per la creazione delle carrozzerie, e della cui realizzazione erano maestri gli artigiani torinesi e stilisti quali, fra gli altri, Giovanni Michelotti. Successivamente, il mascherone diventerà protagonista per la seconda parte della performance, nella quale i volumi vuoti verranno via via riempiti dalle lamiere in alluminio battute a mano. Durante questa fase, l’autore sarà affiancato da maestri battilastra che parteciperanno alla Performance trasformando la vettura in un’opera corale, omaggio alle maestranze che hanno contribuito, in silenzio e lontano dai riflettori, al successo dei grandi carrozzieri e alla fama degli stilisti più conosciuti. La “lavorazione” si concluderà dopo sei mesi con l’assemblaggio e la presentazione dinamica dell’opera realizzata.

Perché questo nome? “Si chiama Testadoro Essenziale – spiega Pasqualini – perché rappresenta un chiaro riferimento all’assenza di tutto quanto nell’automobile è superfluo e, appunto, non essenziale. Via la plastica, via cavi e fili inutili. La vettura è costituita da un telaio tubolare in acciaio, una meccanica ridotta al minimo ed una leggerissima carrozzeria in alluminio. Non è prevista l’installazione di alcuna componente che non sia essenziale alla funzione primaria della meccanica: l’obiettivo è consentire all’opera di muoversi con efficienza.

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