giovedì 11 gennaio 2024
Nel 2023 produzione aumentata del 50%. A fare da traino il fotovoltaico, l'eolico in difficoltà. L'Agenzia internazionale per l'energia: Paesi emergenti e in via di sviluppo in ritardo
Crescita record delle rinnovabili. Gli obiettivi della Cop28 sono possibili
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La transizione energetica viaggia ad un ritmo sostenuto ma non ha ancora raggiunto la massima velocità. La strategia mondiale di decarbonizzazione comincia a dare risultati impensabili sino a qualche anno fa. Nel 2023 la produzione di energia pulita è cresciuta del 50% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quasi 510 gigawatt. L’orizzonte individuato dalla COP28 è però ambizioso: triplicare la capacità globale. Un obiettivo a portata di mano, ma che passa necessariamente da un maggiore coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo, rimasti indietro sulla questione energetica. A dirlo è l’AIE, l’Agenzia internazionale per l’energia fondata dall’Ocse, nell’ultima edizione del rapporto annuale sul settore 'Renewables" che arriva ad un mese dall’impegno sottoscritto a Dubai da 130 governi nazionali, inclusa l'Unione Europea. Nei prossimi cinque anni, sottolinea l’AIE, si produrrà più energia pulita di quella accumulata nell’ultimo secolo, da quando fu costruita la prima centrale verde.

Il 2023 è stato un anno record. A trainare il settore delle rinnovabili è stato il solare fotovoltaico, che da solo rappresenta i tre quarti dell’aumento di capacità prodotta. La crescita maggiore si è verificata in Cina, unico mercato dove corre anche l’eolico, ma anche Europa, Usa e Brasile hanno raggiunto massimi storici.

Le previsioni per il futuro sono buone, si diceva, ma non ottime. Il rapporto ipotizza, “a condizioni politiche e di mercato invariate”, una crescita della capacità globale sino a 7.300 GW nel periodo 2023-28, con la Cina ancora una volta prima della classe con il 60% della nuova produzione. Il solare fotovoltaico e l’eolico rappresenteranno il 95% dell’espansione, le energie rinnovabili sorpasseranno il carbone e diventeranno la principale fonte di produzione elettrica entro l’inizio dell’anno prossimo. Nel 2028, le fonti energetiche rinnovabili rappresenteranno oltre il 42% della produzione globale di elettricità, con la quota di energia eolica e solare fotovoltaica che raddoppierà al 25%. Ma nonostante la crescita senza precedenti, quella dell’ultimo anno e quella stimata nei prossimi cinque, il mondo dovrà fare di più per triplicare la capacità entro il 2030 e tagliare il traguardo degli 11mila GW tracciato a Dubai.“I governi hanno gli strumenti necessari per colmare il divario” è il commento ottimistico fatto dal direttore esecutivo dell’IEA Fatih Birol che ha spiegato come l’eolico onshore e il solare fotovoltaico siano oggi più economici degli impianti a combustibile fossile vecchi e nuovi.

Focus sui Paesi in via di sviluppo. “Ci sono ancora alcuni grossi ostacoli da superare, compreso il difficile contesto macroeconomico globale – ha sottolineato Birol - . Per me, la sfida più importante per la comunità internazionale è il rapido aumento del finanziamento e della diffusione delle energie rinnovabili nella maggior parte delle economie emergenti e in via di sviluppo, molte delle quali vengono lasciate indietro nella nuova economia energetica”. L’AIE ha inserito proprio la questione dell’aumento dei finanziamenti alle economie emergenti tra i cinque macro-temi da analizzare nel 2024. “Seguiremo molto da vicino questo aspetto per vedere se i paesi stanno mantenendo le loro promesse e implementando politiche adeguate” ha concluso Birol.

Medio Oriente e Nord Africa crescono. L’espansione delle energie rinnovabili inizia ad accelerare in Medio Oriente e Nord Africa grazie principalmente agli incentivi politici mentre l’Africa subsahariana continua ad avere performance inferiori alle sue potenzialità. Il rapporto evidenzia la necessità di un’attuazione più rapida e capillare di politiche mirate, oggi assenti in molti Paesi, che produrrebbero un incremento della produzione superiore del 21% alle previsioni “standard”. L’AIE prevede che la diffusione del solare fotovoltaico e dell’eolico onshore entro il 2028 raddoppierà negli Stati Uniti, nell’Unione Europea, in India e in Brasile, rispetto agli ultimi cinque anni. I prezzi degli impianti sono diminuiti di quasi il 50% rispetto all’anno scorso, e il trend è destinato a continuare. Al contrario, l’industria eolica (al di fuori della Cina) si trova in difficoltà a causa delle interruzioni nella catena di approvvigionamento, dei costi più elevati e di tempi lunghi per le autorizzazioni.

Idrogeno e biocarburanti ai margini. Il rapporto contiene infine un focus sull’idrogeno, denunciando che appena il 7% dei progetti annunciati in tutto il mondo nell’ultimo decennio sarà operativo entro il 2030. In ritardo anche la produzione di biocarburanti che inizieranno a mostrare il loro vero potenziale in settori difficili per la decarbonizzazione, come il trasporto aereo, e sostituiranno carburanti altamente inquinanti il come il diesel. Le economie emergenti, guidate da Brasile e India, guideranno il 70% della domanda globale nei prossimi cinque anni.

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