martedì 31 ottobre 2023
Variazione del Pil nulla, il 2023 potrebbe chiudersi con un +0,7%. Ad ottobre la corsa dei prezzi frena: +1,8% in Italia, +2,9% nell'eurozona. Si tratta dei livelli più bassi dal luglio 2021
Crescita zero nel terzo trimestre. L'inflazione frena: è all'1,8%
COMMENTA E CONDIVIDI

Crescita economica congelata nel terzo trimestre ma buone notizie sul fronte dell'inflazione che ad ottobre tira bruscamente il freno in Italia e nell'eurozona.

Il Prodotto interno lordo italiano è rimasto fermo nel terzo trimestre del 2023: la crescita, ha comunicato l’Istat nella sua stima preliminare, è stata zero sia rispetto al trimestre precedente che nel confronto con un anno fa.

È comunque un dato migliore di quello del secondo trimestre, quando il Pil ha segnato un calo dello 0,4% sul trimestre precedente (ma un +0,3% rispetto a un anno fa). La crescita acquisita per il 2023, cioè quella che si otterrebbe se anche negli ultimi tre mesi dell’anno il Pil non aumentasse, è un +0,7%.

«Il risultato – ha spiegato l’Istat – è la sintesi, dal lato della produzione, di un calo del valore aggiunto dell’agricoltura, di una crescita dell’industria e di una sostanziale stabilità del settore dei servizi. Dal lato della domanda, si registra un contributo negativo della domanda al lordo delle scorte e un contributo positivo della domanda estera netta».

La situazione italiana è in linea con quella del resto d’Europa. Nel terzo trimestre il Pil della Germania è sceso dello 0,1% sul trimestre precedente, quello della Francia è aumentato dello 0,1% mentre è andata meglio in Spagna, dove l’aumento del Pil è stato dello 0,3%.

In linea con il resto d'Europa è anche la frenata dell'inflazione, che in Italia secondo le stime preliminari dell'Istat è scesa dal 5,3% di settembre all'1,8% di ottobre, il dato più basso da luglio 2021. Su base mensile c'è un calo dello 0,1%. La frenata si spiega quasi per intero con il crollo del costo dell'energia e delle spese per la casa (-17,6% in un anno) che rappresentano il 12,1% della spesa delle famiglie. In frenata anche i prezzi degli alimentari (+6,5% dal +8,5% di ottobre) che restano però la singola voce di spesa a maggiore crescita.

Nella zona euro il tasso medio di inflazione è sceso dal 4,3% al 2,9%, anche in questo caso il minimo dal luglio del 2021. L'energia (-11,1% annuo dopo il -4,6% di settembre) ha trascinato verso il basso l'indice, mentre gli alimentari anche in Europa restano in marcato aumento (+7,5% a ottobre dopo il +8,8% di settembre).

In Belgio e Olanda è stato un ottobre di delfazione, con un indice dei prezzi in calo rispettivamente dell'1,7 e dell'1%. Le stime riportano un rallentamento dell'inflazione anche in Germania, al 3% contro il 4,3% di settembre, e in Francia, al 4,5% rispetto al 5,7% del mese precedente.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI