sabato 10 febbraio 2018
I dati degli osservatori statistici: 700mila ricevono l'assegno dal 1982
Quasi mezzo milione di pensionati da oltre 37 anni
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Sono 471.545 i pensionati italiani che ricevono un assegno di vecchiaia, di anzianità contributiva o riservato ai superstiti da oltre 37 anni, ovvero con una decorrenza antecedente al 1980. Il dato arriva dagli osservatori statistici dell'Inps che calcolano invece in oltre 700.000 le persone che hanno una pensione liquidata da almeno 35 anni (dal 1982 o negli anni precedenti). Non si includono naturalmente in questi numeri i trattamenti di invalidità e le pensioni sociali. Le pensioni private antecedenti il 1980 sono 413.157 mentre le pubbliche sono 58.388.

Dal 2019 l'età pensionabile salirà a 67 anni rispetto agli attuali 66 anni e 7 mesi. Salirà anche l'età prevista per la pensione anticipata, quella che si può ottenere a qualsiasi età a condizione di aver versato un certo numero di anni di contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne). Questo è frutto di tre fattori: la riforma Fornero, che impone un adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, le stime dell'Istat (che hanno certificato un aumento dell'aspettativa di vita di cinque mesi negli ultimi tre anni) e la decisione del governo di non intervenire per bloccare questo automatismo. Sono state invece aumentate a quindici (per un totale stimato di 50 mila persone) le categorie di lavoratori usuranti che avranno una deroga. L'Italia si conferma uno dei paesi sviluppati con la più alta età di pensionamento legale anche se negli ultimi anni in realtà gli italiani sono andati in pensione in media a 62 anni, due anni prima della media europea.

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