sabato 25 aprile 2020
Il presidente di Camst Francesco Malaguti

Il presidente di Camst Francesco Malaguti

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Cibo fa spesso rima con solidarietà, con lavoro e con fragilità. È così anche per Camst, cooperativa bolognese che opera nella ristorazione. Nacque nel secondo dopoguerra, per dare lavoro ai tanti cuochi e camerieri rimasti disoccupati e senza reddito, in attesa della ricostruzione. Sebbene l’uso di metafore belliche per la situazione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo non sia opportuno, è innegabile la presenza di analogie. Anche la Camst attuale cerca di proseguire su questa strada, facendo fronte allo stato emergenziale da Covid- 19 attraverso l’adeguamento alle norme di sicurezza, il ricorso agli ammortizzatori sociali, ma anche con la ricerca di modalità nuove per svolgere l’attività, senza dimenticare la solidarietà verso le persone più fragili. Il danno economico è evidente: Camst è una delle principali aziende operanti nella ristorazione scolastica. Ogni giorno serve il pranzo a 250.000 bambini in Italia e le scuole sono chiuse da settimane. «Prima la salute» dice il presidente, Francesco Malaguti, con sano buon senso. «Dopo lo shock iniziale, abbiamo subito individuato la priorità, ovvero quella di mettere in sicurezza lavoratori e clienti» racconta. «Per noi le persone vengono prima del profitto. Inoltre, negli anni, l’offerta aziendale si è diversificata. Oltre alle scuole, serviamo mense aziendali, ospedali, luoghi di cura». Nel 2017 la cooperativa ha ampliato l’attività inserendosi nel settore del facility management. «Impossibile, quindi, pensare di fermarsi» prosegue Malaguti. Le pulizie e le sanificazioni sono diventate indispensabili, come la ristorazione dei luoghi di cura, da svolgersi con grandi precauzioni: tra i clienti, c’è anche l’Ospedale di Parma, fra i più coinvolti nella lotta al Covid-19. «Grazie alla nostra rete di fornitori siamo riusciti in breve tempo a reperire i dispositivi di sicurezza per i dipendenti. Abbiamo centralizzato gli acquisti, puntando sui piccoli fornitori del territorio. Abbiamo creato un’unità operativa per la gestione dell’emergenza, in modo da poter fornire risposte puntuali a dipendenti e clienti» spiega il presidente.

Camst non opera solo a livello nazionale, ma ha sedi in Spagna, Danimarca e Germania: «Siamo stati precursori in Italia e, quindi, all’estero siamo stati in grado di attrezzarci prima degli altri», osserva Malaguti. Questo ha fatto sì che, a fronte delle perdite, si siano comunque aggiunti clienti nuovi: «La flessibilità e la capacità di adeguarci subito al cambiamento sono stati i nostri punti di forza». Malaguti ha parole di elogio per i dipendenti: «Abbiamo fatto e chiesto sacrifici, ma abbiamo riscontrato un grande senso di appartenenza e tanta speranza nel futuro». Il 'dopo', infatti, è un pensiero costante: la 'normalità' non sarà quella di prima, bisognerà gestire la ristorazione, tutta, con modalità nuove. Senza dimenticare la solidarietà: «Abbiamo creato un sito internet, 'Camst è di casa', per elargire consigli nutrizionali e ricette alle le famiglie che si trovano a fare i conti col menù giornaliero dei figli, perché possano riprodurre i pasti bilanciati che, di solito, forniamo noi alle scuole. Secondariamente, abbiamo studiato per la Caritas apposite vaschette, perché possa continuare la distribuzione in sicurezza dei pasti, anche durante la chiusura delle mense solidali». Per essa e per le 'Cucine Popolari' prosegue anche la distribuzione di eccedenze e pasti gratuiti: in questo momento difficile, è necessario ricordarsi delle persone più fragili.

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