venerdì 21 ottobre 2022
Alcuni under 25 raccontano come grazie a un percorso gratuito organizzato dal Gruppo Bacardi con la "European Bartender School" sono entrati nel mondo del lavoro
Il corso per bartender

Il corso per bartender

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Alexei dice di essere stato tolto dalla strada. Rodrigo, dopo il carcere, non pensava che avrebbe avuto l’occasione di rialzarsi. Daniel a 17 anni aveva dovuto lasciare gli studi per aiutare la madre. Hanno tutti storie diverse, ma un aspetto che li accomuna. Faticavano a inserirsi nel mondo del lavoro e loro malgrado venivano considerati Neet, giovani che non studiano e non hanno né cercano un impiego o se lo cercano, come nel loro caso, non sanno dove e come inserirsi.

Per Alexei, Rodrigo e Daniel la salvezza è arrivata da un corso per bartender che i primi due hanno completato l’anno scorso, mentre Daniel inizierà la settimana prossima. L’iniziativa è del Gruppo Bacardi in collaborazione con European Bartender School e alla Terrazza Martini di Milano è appena stata lanciata la terza edizione di Shake Your Future, 10 settimane di lezioni ed esperienze nei locali partner. Alla fine del percorso i ragazzi ottengono un diploma riconosciuto a livello internazionale. «Dopo aver lasciato la scuola, mi trovavo in una sorta di limbo - dice Daniel - . Se non hai esperienza non ti fanno lavorare, ma se nessuno mi dà la possibilità di iniziare, come faccio ad acquisirla? Tutti mi chiedevano un attestato professionale, ma costa almeno 2mila euro e io non li ho».

Daniel non ha dubbi, andrà tutto bene. Gli si illuminano gli occhi quando parla del suo futuro lavoro stabile. Ha sentito le storie di Alexei e Rodrigo, che grazie al corso hanno potuto accedere immediatamente a opportunità di lavoro nel settore. «Avere la possibilità di imparare un mestiere mi ha ridato una vita - racconta senza mezzi termini Alexei - . Sono stato tolto dalla strada, venivo da due anni in cui per vivere facevo quello che capitava. Adesso per la prima volta ho un lavoro che dura da più di un anno e mi piace. Non è il solito lavoro alienante, mi stimola ogni giorno a migliorare me stesso e ha risvegliato in me alcuni lati che avevo perso. La capacità di parlare con le persone, per esempio, e di rendere felici coloro che mi stanno intorno».

Anche per il suo compagno di corso, Rodrigo, era quasi impossibile immaginare di rialzarsi dopo essere finito in carcere: «Io sono nato in Amazzonia, per raggiungere il mio villaggio ci vogliono tre giorni di nave. Ho conosciuto una donna brasiliana, mi sono sposato e ho aperto una piccola attività, ma dopo un po’ è fallita. Mi è arrivata la proposta di trasportare sostanze stupefacenti come cocaina a Roma e ho accettato per guadagnare 3.500 dollari. Sono stato fermato, 16 mesi di carcere, con 4 anni e 4 mesi di pena». Rodrigo si sente fortunato perché proprio dopo aver perso tutto gli è stata data la possibilità di entrare in un progetto di inserimento sociale per detenuti e lì, grazie al percorso di formazione, ha scoperto il lavoro che ama e che gli ha cambiato la vita.

«Ma - precisa Daniel - c’è tanta gente della nostra età a cui non viene data mai un’opportunità come questa». I dati più recenti gli danno ragione. L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di giovani che non studiano e non lavorano, oltre 3 milioni di Neet. La quota di 15-29enni in questa condizione è del 23,1%, un livello superiore di quasi 10 punti percentuali alla media dell’Unione europea (13,1%). Dall’altra parte della barricata, piccole e medie imprese che spesso lamentano la difficoltà di trovare manodopera specializzata. Segno che ancora nel nostro Paese l’incontro tra gli inattivi e le aziende non viene favorito come si dovrebbe. Il sogno di Alexei, Rodrigo e Daniel si è avverato solo quando qualcuno si è accorto di loro, ma solo coloro che lavorano nei contesti di disagio sociale potevano scovarli nel vicolo buio e cieco in cui erano finiti. Nel loro caso, il Gruppo Bacardi si è avvalso dell’aiuto di alcune no-profit e associazioni, che si sono occupate della selezione degli studenti: Consorzio Mestieri Lombardia (Agenzia 4) a Milano, il Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà a Roma, Liberi tutti Società Cooperativa Sociale a Torino, Politiche per il lavoro giovanile di Napoli, Rotary Club di Palermo, Adecco per le politiche attive, Randstad Italia divisione social and inclusion. Una di queste, il Consorzio Mestieri Lombardia, nel 2021 ha intercettato 1.398 Neet tra i 15 e i 29 anni, di cui 774 hanno svolto tirocini, mentre 261 sono stati assunti. Una goccia nell’oceano paragonata al totale di circa 165mila giovani in questa condizione solo in Lombardia.

Negli ultimi tempi sono nate delle realtà che offrono sicuramente degli esempi positivi. È il caso dei bandi NeetWork, attivati da Fondazione Cariplo tra il 2016 e il 2021 per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di Neet tra i 15-24 anni. Grazie al progetto nella prima fase sono stati identificati 23.000 neet in possesso dei requisiti dei beneficiari e alcuni di loro sono stati poi inseriti in tirocini formativi.

Le storie dei tre bartender sono dunque la prova vivente di una gioventù spesso accusata di apatia, che in realtà vorrebbe solo poter rialzare la testa attraverso un lavoro dignitoso, che permetta loro di tornare a desiderare e avere fiducia nelle proprie capacità. I loro successi testimoniano che una maggiore sinergia tra istituzioni, scuola, terzo settore e imprese permetterebbe di non sprecare le energie e le intelligenze delle nuove generazioni e soprattutto di quei ragazzi nati in contesti di disagio ed esclusione.

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