mercoledì 22 novembre 2017
I commissari Dombrovskis e Moscovici: riconosciamo gli sforzi per la crescita, ma sulla riduzione del debito obiettivi non centrati. Nel mirino i conti di altri 11 Paesi
Il commissario Ue Pierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles

Il commissario Ue Pierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles

L'Italia e altri 11 Paesi - Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia - restano sotto monitoraggio della Commissione Ue per squilibri macroeconomici eccessivi. Lo hanno annunciato i commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles. Sulla base delle analisi illustrate nella relazione sul meccanismo di allerta, è stato proposto che 12 paesi siano sottoposti ad un esame approfondito nel 2018.

Previsioni della vigilia rispettate per l'Italia. La Commissione ha messo nel mirino la legge di stabilità 2018, perché rischia di non rispetto delle regole del Patto e annunciato una lettera di richiamo sul debito pubblico, troppo alto, e sul deficit strutturale che migliora solo marginalmente come indicato già nelle previsioni economiche. Il Governo italiano deve fare di più per abbattere il debito, e deve farlo entro la primavera perché ci sarà un nuovo esame. Con il rischio, come l'anno scorso, che si apra una procedura d'infrazione se la deviazione dei conti continuerà ad essere giudicata eccessiva.

"Riconosciamo che l'Italia ha fatto molti sforzi di recente per la competitività e la crescita", ma "è cruciale" che adotti la manovra 2108 "senza annacquare le sue disposizioni principali", e che venga attuata "in modo rigido per centrare uno sforzo strutturale di 0,3% del Pil": ha detto Dombrovskis anticipando i contenuti della lettera. Nell'opinione sulla legge di stabilità 2018 "la Commissione Ue conclude che c'è un rischio di non rispetto del Patto, e quindi invita le autorità italiane a prendere le misure necessarie nell'ambito del processo di bilancio per assicurare che sia in linea con il Patto" ha detto ancora Dombrovskis, precisando inoltre che il Governo deve usare "le entrate impreviste per ridurre il debito". La Commissione ha informato l'Italia che in primavera verrà riesaminato il rispetto dei criteri del debito sulla base dei dati finali del 2017 e della manovra approvata dal Parlamento a dicembre. Un modo per rinviare la palla al prossimo governo ed evitare scossoni durante la campagna elettorale.

Per la Commissione si deve bilanciare l'aggiustamento con il sostegno alla crescita: "Serve un aggiustamento fiscale di almeno 0,3 punti l'anno prossimo. È lo stesso pianificato dall'Italia, ma attualmente non lo vediamo ancora interamente presente". Per la Commissione l'intervento strutturale sul debito sarebbe solo dello 0,1%. "L'economia della zona euro - ha commentato Moscovici - sta crescendo al ritmo più rapido degli ultimi dieci anni e il disavanzo medio dovrebbe scendere al di sotto dell'1% del Pil il prossimo anno, mentre nel 2010 era superiore al 6%. Eppure diversi Stati membri continuano a sostenere livelli elevati di debito pubblico, il che limita la loro capacità di investire per il futuro. Questi paesi dovrebbero sfruttare la congiuntura favorevole per consolidare le finanze pubbliche, anche in termini strutturali, mentre quelli che dispongono di un margine di manovra di bilancio dovrebbero utilizzarlo per sostenere gli investimenti a beneficio dei loro cittadini".

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