martedì 12 gennaio 2021
In Italia le realtà del settore farmaceutico, biotecnologico e medicale coinvolgono circa 4.500 imprese e quasi 150mila addetti. Una filiera fondamentale per il Sistema Paese: vale il 10% del Pil
La filiera della salute è in continuo sviluppo

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In Italia le realtà del settore farmaceutico, biotecnologico e medicale coinvolgono circa 4.500 imprese e quasi 150mila addetti. Una filiera fondamentale per il Sistema Paese: vale il 10% del Pil. Dell’evoluzione di questi comparti da un punto di vista delle risorse umane si è parlato nel corso dell’evento Il futuro delle professioni nel settore Life Science organizzato da Gi Group in collaborazione con Odm Consulting, Arexpo, Confindustria Dispositivi Medici e Alisei. Sono 155 i ruoli complessivamente analizzati nella ricerca Star Matrix: il 42% registrerà una crescita nei prossimi 3-5 anni, il 47% resterà stabile e solo l’11% invece vedrà un declino. Le professioni che cresceranno riguardano la funzione Business Development e Supply Chain (100%), R&D e Digital (93%), Engineering & Technology (81%). «In questo 2020 abbiamo registrato un aumento della domanda di profili nel Life Science del 50%, ma prevediamo che questo trend continui, soprattutto riguardo professionalità altamente qualificate, che prevedono percorsi di studio scientifici e ingegneristici oltre a quelli maggiormente improntati allo sviluppo del business», spiega Boris Errani, Division Manager Lifescience di Gi Group.

«La pandemia ci ha messo di fronte alla necessità di rivedere in modo consistente molte delle modalità di relazione e di lavoro in tutti i contesti – commenta Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano –. Quanto realizzato nell’emergenza deve essere valutato, sistematizzato e sfruttato per cogliere le opportunità di crescita di ogni professionista della salute». L’allungamento della vita media delle persone e un approccio sempre più personalizzato alla cura dei pazienti rappresentano delle tendenze evolutive già in atto. Con un rapido aumento della digitalizzazione per sviluppare nuovi farmaci e terapie, automatizzare i processi produttivi, sviluppare la telemedicina. «Arexpo ha deciso di puntare sulla ricerca e l’innovazione come motore del futuro – sottolinea Igor De Biasio, amministratore delegato di Arexpo –. Per farlo abbiamo bisogno dei giovani, delle loro competenze e del loro sguardo verso il futuro».

Secondo Paolo Mariani, responsabile scientifico del corso di perfezionamento in Market Access in Life Science dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, «più sede e meno campo sembra essere una delle direzioni seguite dal farmaceutico in relazione alla presenza delle reti e degli informatori scientifici del farmaco». Nel mondo dei dispositivi medici, invece, alcuni regolamenti europei hanno introdotto una serie di nuovi adempimenti a cui le imprese devono adeguarsi e tra questi spicca la nuova funzione del Prrc (Personal Responsible for Regulatory Compliance).

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