lunedì 30 giugno 2014
Un netto miglioramento dopo cinque anni dal conseguimento della laurea: non sono occupati solo circa due su dieci.
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In Italia solo quattro laureati su dieci sono occupati a un anno dalla laurea, ma c’è un netto miglioramento dopo cinque anni dal conseguimento del titolo: non lavorano solo circa due su dieci. Inoltre, oltre sei neodiplomati su dieci non lavorano a un anno dal diploma (molti perché proseguono gli studi), mentre a distanza di cinque anni dal diploma lavora oltre la metà. Questi i dati emersi da una ricerca di Spinlight Pm, società che opera nella consulenza di carriera. Nel dettaglio, la ricerca di Spinlight PM rileva dunque che a un anno dalla laurea il 42,7 per cento dei neolaureati dedica il proprio tempo alla formazione (a tre anni dalla laurea il 70,6 per cento), il 44,4 per cento lavora (a tre anni dalla laurea 68,4%), il 26,3 per cento non lavora (dopo 3 anni il 12,7). Il 46 per cento dei diplomati, a un anno dal diploma, invece frequenta un corso di laurea (a 3 anni dal diploma il 41,8 per cento), il 38,3 per cento lavora (a 3 anni dal diploma il 46,9 per cento), il 15,8 per cento non lavora (a 3 anni dalla laurea il 11,5 per cento). a 5 anni dalla laurea il 72,3 per cento dei neolaureati dedica il loro tempo alla formazione, il 77,4 per cento lavora, il 7,9 per cento non lavora. Il 29,8 per cento dei diplomati, a 5 anni dal diploma, invece un frequenta un corso di laurea, il 56,8 per cento lavora, il 12,5 per cento non lavora. "La disoccupazione giovanile assume oggi contorni nuovi, esito delle contratte opportunità professionali che sempre più orientano la ricerca di professionalità al talento posseduto, più che al titolo conseguito”, spiega Luca Casadio, responsabile per le Marche e per l’Emilia Romagna di Spinlight Pm. “Cosi, accade che oggi il tessuto imprenditoriale italiano si orienti alla ricerca di laureati con un profilo accademico coerente con il proprio progetto professionale, che possa apportare competenze ed innovazione all'azienda, e non da questa esserne dotato con lunghi e talvolta improduttivi percorsi di formazione. In questo senso è emblematico che oggi il concetto di apprendista, che nella genesi giuslavoristica era rivolto al 'garzone di bottega' che apprendeva nel tempo l'arte artigiana del "padrone", sia rivolto a neolaureati e anche oltre (fino ai 29 anni d'età!): è evidente che, così, si sia snaturato l'obiettivo delle Università di dotare i laureati di alte competenze e professionalità. Questo chiarisce perché, oggi, la laurea non è più garanzia di occupazione più di quello che non possa garantire il diploma. In un sistema come il nostro che tende infatti ad appiattire le competenze per uniformarle, contenendo i costi per favorire l'occupazione, le maggiori opportunità (in termini percentuali) risultano essere quelle per i neodiplomati. D'altra parte, oggi, se un laureato non ha un chiaro progetto professionale, una vision coerente del proprio futuro e un potenziale in termini di talento e attitudine, cosa lo differenzia da un diplomato? Verosimilmente solo la maggiore età, la minore esperienza e una più alta aspettativa economica. Il network di esperti del mercato del lavoro di Spinlight PM è dunque in grado di fornire al neodiplomato le giuste prospettive per il proprio futuro, cosi come di supportare il neolaureato verso l'individuazione di quel progetto professionale che lo distinguerà e caratterizzerà nella propria proposta al mercato del lavoro", conclude Casadio.
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