venerdì 15 novembre 2013
Il commissario agli Affari Economici Olli Rehn: il debito italiano è troppo alto, l'Italia non si può candidare a ottenere il margine in più rispetto al deficit destinato agli investimenti. Inoltre l'Italia è inserita tra i paesi a rischio sforamento del tetto del 3% del rapporto deficit-Pil. Il Tesoro: «Nessuna bocciatura: i rischi segnalati dalla Commissione già considerati nell'azione del Governo».
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La bozza di Legge di Stabilità analizzata da Bruxelles mette l'Italia a rischio di "non rispetto delle regole su deficit contenute nel Patto di stabilità": questa l'opinione della Commissione che mette l'Italia nel gruppo dei Paesi a più alto rischio di sforamento dei parametri. Niente flessibilità sugli investimenti, il cosiddetto 'bonus Ue' che aveva chiesto l'Italia, perché il debito italiano è troppo alto: "L'Italia non ha accesso alla clausola per gli investimenti perché il debito non si è evoluto in modo favorevole": lo ha deciso la Commissione Ue dopo aver analizzato la Legge di Stabilità. La Legge di Stabilità dell'Italia "evidenzia progressi limitati" sulle raccomandazioni sulle riforme strutturali fatte dal Consiglio a maggio scorso: così la Commissione Ue nella sua analisi sulla bozza di legge. La Commissione europea "conta molto" sugli impegni presi dal Governo italiano in particolare "sulla spending review portata avanti da Carlo Cottarelli". Lo ha detto il vicepresidente Olli Rehn parlando della situazione italiana. "E' importante che la spending review in Italia dia risultati già nel 2014 perché porterà ad una riduzione del debito e quindi a rispettare le regole Ue che porteranno a beneficiare della clausola per investimenti": ha detto sottolineato Rehn. "L'Italia deve fare sufficienti progressi verso l'obiettivo di medio termine (pareggio di bilancio, ndr), riducendo il debito l'anno prossimo assicurando un aggiustamento strutturale di almeno 0,5% del pil" LA REPLICA DEL PREMIERAlla Commissione Ue "hanno dei principi contabili che hanno voluto applicare in modo molto rigido" visto che non hanno "tenuto conto del pacchetto di privatizzazioni, che avrà un effetto molto positivo sull'abbattimento del debito l'anno prossimo, oltre che altri interventi su spending review, su rivalutazione delle quote di Bankitalia e sul rientro dei capitali dall'estero". Il presidente del Consiglio Enrico Letta, in un collegamento video con un convegno organizzato dalla Fondazione Merloni, difende la manovra, dicendosi sicuro dei conti fatti dal Tesoro.Il premier ha citato anche il pacchetto privatizzazioni, che il governo annuncerà "nei prossimi giorni", e che avrà importanti effetti sul debito. Misure, ha sottolineato, che renderanno "possibile l'utilizzo degli investimento produttivi in deroga". Per questo, ha concluso Letta, "sono tranquillo"."Stiamo lavorando - ha aggiunto Letta - per mettere nella legge di stabilià e nei provvedimenti paralleli una forte iniziativa di garanzie che riesca ad aiutare le piccole e medie imprese nel reperimento di risorse e credito".  "L'Italia ha un tasso di interesse più alto di altri Paesi, però sta scendendo, un fatto che mi incoraggia", ha spiegato Letta aggiungendo che questa "iniziativa sulle garanzie sarà caricata di molte risorse". Il premier ha anche parlato di interventi per superare la "pesantezza della burocrazia" e sulle infrastrutture.LA DIFESA DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA''Nessuna bocciatura: i rischi segnalati dalla Commissione già considerati nell'azione del Governo''. E' quanto afferma il ministero dell'Economia e delle Finanze in una nota, dopo le osservazioni Ue sulla Legge di Stabilità precisando che sono ''già in campo misure per contrastare eventuali rischi su disavanzo e debito 2014''. La Commissione europea, spiega il ministero dell'Economia in una nota, nelle sue odierne comunicazioni, sottolinea che "le leggi di bilancio di tutti i Paesi dell'area Euro non violano in maniera sostanziale gli obblighi del Patto di Stabilità e Crescita e che non è necessario richiedere revisioni dei piani di bilancio''.L'opinione della Commissione sul DDL di stabilità dell'Italia mette in luce "un rischio che la legge di stabilità per il 2014 non assicuri il rispetto delle regole del Patto di Stabilità e Crescita. In particolare, le previsioni della Commissione sottolineano il rischio che la legge di stabilità non consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL in linea con il benchmark di riduzione del debito''. Tale valutazione discende da una stima di crescita del prodotto che, come è noto, non coincide con quella del Governo italiano e comporta implicazioni per le proiezioni di finanza pubblica. Va poi sottolineato che la crescita del debito in rapporto al PIL è la risultante della recessione che si è protratta fino al 2013 e del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni (quasi 50 miliardi di euro in 12 mesi tra il 2013 e il 2014), operazione concordata con la Commissione europea. Anche il sostegno finanziario ai Paesi dell'area dell'Euro in difficoltà ha contribuito alla dinamica del debito. Inoltre, nel formulare il suo giudizio la Commissione non tiene conto di importanti provvedimenti annunciati dal Governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilità, e già in fase di attuazione. Provvedimenti che da un lato rappresentano uno stimolo all'economia, dall'altro saranno in grado di produrre gettito e risparmi di spesa aggiuntivi che il governo intende utilizzare per ridurre ulteriormente il disavanzo e il debito del 2014, oltre che per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Al riguardo possono essere ricordati interventi come la spending review (ricordiamo che il programma di lavoro del Commissario straordinario è già stato trasmesso al Comitato interministeriale, che lo discuterà nei prossimi giorni), la riforma del sistema fiscale attraverso la delega che il Parlamento sta ormai per varare, il programma di privatizzazioni, il rientro dei capitali illecitamente detenuti all'estero, la rivalutazione delle quote del capitale della Banca d'Italia (sulla scorta di un'analisi già effettuata e resa pubblica la scorsa settimana). Queste misure rafforzano il carattere innovativo della Legge di stabilità 2014 che, per la prima volta dopo diversi anni, avvia un percorso di riduzione della tassazione e di riqualificazione della spesa pubblica tagliando quella corrente ed aumentando la quota destinata agli investimenti, su un arco di tempo triennale, un periodo adeguato affinché gli interventi in essa contenuti possano estrinsecare pienamente i loro effetti. Il Governo condivide il giudizio della Commissione sull'esigenza di continuare a perseguire una strategia di consolidamento delle finanze pubbliche e di riduzione del debito e ritiene che le misure sopra indicate avranno effetti positivi sui conti pubblici, in linea con quanto richiesto dal Patto di Stabilità e Crescita, senza bisogno di ulteriori interventi. Dopo il giudizio della Commissione, la Legge di stabilità sarà discussa dall'Eurogruppo il 22 novembre prossimo. ​​
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