giovedì 7 dicembre 2023
Entro la primavera parte il piano di collegamento di 21 isole (soprattutto in Sicilia) con l’infrastruttura per connessioni ad alta velocità. Permetterà ai residenti di recuperare il ritardo digitale
Lotta allo spopolamento, nelle isole minori arriva la fibra ottica

Web

COMMENTA E CONDIVIDI

Grazie a 908 chilometri di cavo, per un peso totale di quasi mille tonnellate, entro la primavera del 2024 diventerà operativo il Piano di digitalizzazione per ventuno isole minori italiane, alcune delle quali – soprattutto in Sicilia – saranno comunque collegate già entro poche settimane. È stato infatti avviato il “Piano collegamento isole minori”, attuato dal Dipartimento per la trasformazione digitale, con un investimento di oltre 45 milioni di euro nell’ambito del Pnrr. Un Piano ambizioso, fortemente voluto dalle comunità delle isole minori italiane per cercare di ovviare ad uno dei problemi più pesanti per il futuro di questi territori, ovvero quel digital divide che di fatto, e non è solo un gioco di parole, le rende sempre più isolate.

In tutto, le isole minori italiane abitate insistono su trentacinque Comuni, con circa 200mila residenti in totale. Le ventuno interessate dai collegamenti digitali ne rappresentano un’ampia percentuale. Molti di questi Comuni hanno anche presentato progetti di sviluppo sostenibile al ministero della Transizione ecologica, per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro, sempre a valere sui fondi del Pnrr, per dotare le isole di una economia circolare, visto che riguardano soprattutto i trasporti interni, l’approvvigionamento idrico, l’efficientamento energetico e la gestione dei rifiuti, così da abbattere o quanto meno limitare lo svantaggio rispetto alla terraferma, che per molte di queste isole e interi arcipelaghi si traduce in un progressivo spopolamento, anche per la carenza di servizi primari, dalla scuola alla sanità.


21
Le isole coinvolte dal piano “Collegamento isole minori. Il 62% delle isole interessate è in Sicilia

45 milioni
Gli euro stanziati con il Pnrr per questo progetto, attuato da Infratel e realizzato da Elettra

200mila
I residenti nelle isole coinvolte dal progetto. In molti casi sono località a vocazione turistica


Tornando però più da vicino alla digitalizzazione insulare, si tratta di isole abitate anche in inverno e che decuplicano le presenze in estate, ma anche di lembi di terra ora disabitati per i quali però sono in corso grosse operazioni di recupero e nuovi insediamenti a sfondo anche storico-culturale, come nel caso dell’ex carcere di Santo Stefano, davanti a Ventotene. Più nello specifico, le isole interessate dal progetto si trovano soprattutto al largo della Sicilia, nell’arcipelago delle Eolie (Vulcano, Lipari, Salina, Filicudi, Alicudi, Panarea, Stromboli), ma non solo, visto che parliamo anche di Ustica, Levanzo, Marettimo e, più a sud, Pantelleria, Lampedusa, Linosa; interessate anche le isole dell’arcipelago laziale, ovvero Ponza, Ventotene e Santo Stefano, la toscana Capraia, le pugliesi San Nicola e San Domino e le sarde San Pietro e Asinara.

Tramite la posa di cavi ottici sottomarini e terrestri, a formare una vera e propria dorsale tra la terraferma e le isole, il Piano ha lo scopo di abilitare moderni servizi digitali per le imprese, i cittadini e le pubbliche amministrazioni locali, attraverso la diffusione dei servizi a banda ultra larga, dei servizi di connettività mobile e, in prospettiva, dei servizi basati sulla tecnologia 5G e a disposizione di tutti gli operatori. Questo consentirà ovviamente di superare l’attuale limitata capacità delle reti di ritorno (backhaul) disponibili, con ponti radio o cavi obsoleti, collegando le isole in maniera digitalmente più appetibile con la terraferma. Per non parlare poi dei vecchi cavi, alcuni addirittura telegrafici, che si trovano abbandonati in fondo al mare, in vaste aree che in qualche modo andrebbero bonificate.

Il Piano per la digitalizzazione è attuato da Infratel Italia e realizzato dall’operatore aggiudicatario Elettra Tlc. Oltre alla progettazione, fornitura e posa dei cavi è prevista anche un’opera di manutenzione fino al 2028. I cavi sono stati prodotti in Germania a Nordenham e, a livello di curiosità, va segnalato che la tratta sottomarina più lunga è quella prevista tra Pantelleria e Linosa, con ben 163 chilometro di cavo. L’avvio dei cantieri per la posa dei cavi sottomarini si è svolto a Palermo con un evento di lancio a bordo della nave posacavi Teliri, di Elettra Tlc, alla presenza tra gli altri di Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione. La scelta di Palermo non è stata casuale: il 62% delle isole che verranno collegate fanno parte proprio della Sicilia e i primi lavori sono già iniziati tra Marsala e Pantelleria, mentre ora si sta procedendo sulle tratte Trapani-Levanzo, Patti-Vulcano e verso Ustica.

«L'avvio dei lavori per il collegamento con reti ultraveloci delle nostre isole minori – ha detto tra l’altro il sottosegretario Butti – segna un passo fondamentale nella realizzazione di un'Italia sempre più connessa e inclusiva. Non solo garantisce un accesso equo e veloce a Internet per le comunità insulari, ma rappresenta anche un investimento nel loro sviluppo economico».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: