sabato 13 maggio 2023
Simone Gamberini è presidente di Legacoop e di Coopfond. Sono più di 110mila i lavoratori iscritti, oltre due miliardi di contribuzione, garantendo rendimenti tra i più alti a livello nazionale
Simone Gamberini, presidente di Legacoop e Coopfond

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Simone Gamberini è presidente di Legacoop e di Coopfond. Qual è la situazione delle cooperative in Italia e di Legacoop in particolare?

Per quanto riguarda le nostre associate, dopo un 2021 di forte ripresa, il 2022 ha visto un rallentamento della crescita legato all’aumento dei costi. A livello complessivo, però, la domanda ha tenuto: il 45% delle cooperative ha aumentato il valore della produzione e l’80% ha chiuso in utile. Per l’anno in corso, circa due terzi prevedono una domanda stazionaria, il 20% di aumentare l’occupazione. Resta positiva la propensione agli investimenti, nonostante le preoccupazioni per il quadro economico generale, motivate da un’inflazione ancora elevata, dall’aumento di costo del credito e da possibili ritardi di attuazione del Pnrr.

Esiste una cultura cooperativistica o è diventato solo un modo per abbattere il costo del lavoro?

La nostra cultura è quella di imprese che storicamente considerano il lavoro fattore essenziale dell’identità di una persona e di inclusione sociale. Per questo denunciamo e combattiamo con forza chi utilizza in modo illegale la forma cooperativa, ledendo i diritti dei lavoratori e minando la reputazione delle vere cooperative che applicano regolarmente i contratti. Siamo anche convinti che sia necessario un impegno per eliminare quelle prassi, come gli appalti al massimo ribasso, più o meno mascherato, che di fatto favoriscono i comportamenti irregolari.

Che problemi ha incontrato nel suo ruolo di presidente di Coopfond?

Ho trovato un fondo sano, fortemente patrimonializzato e impegnato a valorizzare la propria missione di promuovere nuove cooperative e sostenere lo sviluppo di quelle esistenti. Mi preme ricordare che nel 2020 abbiamo condiviso con Legacoop un piano strategico triennale, con l’obiettivo di riposizionare il fondo e orientarne l’attività in modo da utilizzare la leva finanziaria per accompagnare le cooperative nella transizione verso la sostenibilità. Un supporto importante per imprese che, in quanto intergenerazionali, hanno la sostenibilità nel loro Dna, ma a volte stentano a tradurla in azioni conseguenti.

Ha delle proposte per migliorare la previdenza e l’assistenza del comparto cooperativistico?

Sul fronte della previdenza complementare, il sistema cooperativo ha promosso la più grande fusione tra fondi di settore degli ultimi 20 anni, dando vita a Previdenza Cooperativa: con più di 110mila lavoratori iscritti gestisce oltre due miliardi di contribuzione, garantendo rendimenti tra i più alti a livello nazionale. Per quanto riguarda l’assistenza, il nostro sistema mette in campo le mutue sanitarie che forniscono prestazioni di assistenza integrativa per 145 milioni di euro a 1,2 milioni di lavoratori, direttamente oppure in convenzione con il sistema assicurativo, in particolare il Gruppo Unipol.

Perché oggi dovrebbe convenire creare una cooperativa o partecipare a una cooperativa? Quali vantaggi per il proprio futuro previdenziale?

Perché la cooperativa, fin dalle sue origini, rende le persone protagoniste attive della risposta ai propri bisogni attraverso quello che noi chiamiamo scambio mutualistico. Un beneficio reciproco che assume forme e significati diversi in funzione del tipo di cooperativa: lavoro, consumo, commercio, agricoltura, sociale ed altro ancora. Come accennato in precedenza, la possibilità, per un lavoratore, di aderire al fondo di previdenza complementare rappresenta una straordinaria opportunità per creare un piccolo tesoretto che permetta di integrare la propria pensione futura con un assegno complementare.

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