lunedì 16 ottobre 2023
A settembre confermato un +5,3% annuo. Per i nuclei meno abbienti l'Ipca è al 6,7%, anche se il differenziale inflazionistico tra le diverse fasce di reddito si è ridotto rispetto al passato
I prezzi del carrello della spesa in crescita dell'8,1% a settembre rispetto all'anno scorso

I prezzi del carrello della spesa in crescita dell'8,1% a settembre rispetto all'anno scorso - Ansa

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L'inflazione rallenta nel mese di settembre, fermandosi al 5,3% annuo, con l'Istat che conferma le stime preliminari. La crescita dei prezzi negli ultimi due anni ha avuto effetti maggiori sulle famiglie con redditi medio-bassi per le quali il costo dell'energia e dei beni di prima necessità, alimentari e non, rappresenta una voce di spesa in percentuale maggiore rispetto alle altre. A confermare questa dinamica è ancora una volta l'istituto di statistica che segnala però per il terzo trimestre una riduzione del differenziale dell'impatto dell'inflazione in base al reddito.

"Nel terzo trimestre 2023 l'impatto dell'inflazione, misurata dall'Ipca, è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa rispetto a quelle con livelli di spesa più elevati: con percentuali del 6,7% per le prime e del 5,6% per le seconde" sottolinea l'Istat che spiega comunque che rispetto al trimestre precedente, il rallentamento dell'inflazione è più marcato per il primo dei due gruppi. "L'ulteriore rallentamento dell'inflazione generale nel terzo trimestre del 2023 (dal 7,8% del secondo trimestre al 5,8%) - sottolinea l'istituto di sratistica - è determinato dalla dinamica dei prezzi dei beni, in particolare dei Beni energetici e riguarda tutti i gruppi di famiglie. Anche i prezzi dei servizi rallentano rispetto al trimestre precedente, anche se in misura più contenuta rispetto ai beni. Poiché i beni incidono in misura maggiore sulle spese delle famiglie meno abbienti e viceversa i servizi pesano maggiormente sul bilancio di quelle più agiate, il rallentamento dell'inflazione risulta più ampio per le famiglie del primo gruppo rispetto a quelle del quinto gruppo". In particolare, per le famiglie del primo gruppo (quelle con minore capacità di spesa), l'inflazione decelera dal +9,4% del secondo trimestre al +6,7% del terzo trimestre, mentre per quelle del quinto gruppo (quelle con la capacità di spesa più elevata), passa dal +7,1% del trimestre precedente al +5,6% . Pertanto, il differenziale inflazionistico tra la prima e la quinta classe si riduce portandosi a 1,1 punti percentuali. Nel primo trimestre dell'anno le famiglie meno abbienti risultavano avere un'inflazione del 12,5% a fronte di una dell'8,2% di quelle più abbienti (9,5% l'inflazione media per tutte le famiglie).

I dati di settembre: i beni energetici tornano a salire. A settembre l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha fatto registrare un aumento dello 0,2% su base mensile e del 5,3% su base annua, dal 5,4% del mese precedente, confermando la stima preliminare. Frena il cosiddetto carrello della spesa. Rallentano in termini tendenziali a settembre i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +9,4% a +8,1%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +6,9% a +6,6%La nuova discesa del tasso di inflazione, speiga l'Istat, risente dell'andamento dei prezzi dei beni alimentari, la cui crescita si riduce sensibilmente, pur restando su valori relativamente marcati (+8,4%). Per contro, un freno al rientro dell'inflazione si deve al riaccendersi di tensioni sui prezzi dei Beni energetici - in particolare nel settore non regolamentato, che riporta la dinamica tendenziale del comparto su valori positivi - ma anche all'accelerazione dei prezzi dei Servizi di trasporto.L'inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7% per l'indice generale e a +5,2% per la componente di fondo.

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