lunedì 6 gennaio 2020
Dal matrimonio Fca-Psa alla corsa verso la decarbonizzazione: il 2019 ha chiuso con 1.916.320 nuove immatricolazioni in Italia
Apparecchiature per i controlli dei gas di scarico: il tema “green” è stato il più gettonato dell'anno

Apparecchiature per i controlli dei gas di scarico: il tema “green” è stato il più gettonato dell'anno

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Il buon risultato di vendite a dicembre ha consentito al mercato dell'auto in Italia di archiviare il 2019 in leggero rialzo, appena un +0,1% nei dodici mesi rispetto al 2018, a fronte di un aumento del 12,2% che ha riguardato solo l'ultimo mese dell'anno. E di chiudere il 2019 a quota 1.916.320 immatricolazioni. Ma al di là delle cifre, l'anno che ci siamo lasciati alla spalle è stato cruciale per l'industria automobilistica. Quella che doveva essere "semplicemente" una stagione di passaggio verso la nuova era del
panorama automotive, ha visto numerosi avvenimenti che hanno segnato inesorabilmente i dodici mesi che stanno per chiudersi.
Da una parte la corsa alle vetture ibride ed elettriche, per adeguarsi alle normative sempre più stringenti in materia di emissioni in vigore dal 2020 (esemplare l'accordo sottoscritto da Fiat-Chrysler con Tesla che ha permesso alla società italo-americana di acquistare “crediti” elettrici per la sua flotta che ne era priva ed evitare sanzioni salate in ambito di emissioni inquinanti), dall'altra la creazione di uno dei colossi più importanti dell'automobile, quello nato dal matrimonio tra Psa e Fca, che ha dato vita al quarto gruppo mondiale per produzione, il terzo per fatturato.

Ma il 2019 verrà ricordato in Italia anche per l'entrata in vigore dell'ecobonus e dell'ecomalus, che se in minima parte hanno giovato all'ambiente (finanziando l'acquisto di auto più green e punendo quelle più inquinanti), dall'altro lato ha inevitabilmente dato vita a nuovi oneri per i consumatori. Il parco circolante in Italia risulta comunque ancora tra i più vecchi d'Europa con una media di 11 anni di età per vettura. Di tasse si è discusso anche in materia di auto aziendali, una categoria tra le più vivaci del mercato ma che gode anche del sistema più pesante e restrittivo che c'è in Europa, finita nel mirino con una stangata su 2 milioni di veicoli prevista in Manovra: un allarme per fortuna rientrato dopo l'emendamento approvato in commissione Bilancio del Senato, che prevede tasse da luglio 2020, e solo sulle vetture di nuova immatricolazione (il fringe benefit scenderà al 25% per le auto più green mentre salita dal 40 al 60% nel 2021 per le vetture più inquinanti).

Non solo imposte, ma anche sicurezza, nel 2019, con il via all'obbligo di installare i dispositivi antiabbandono sui seggiolini per bambini di età inferiore ai 4 anni. Ma è stato, quello da poco terminato, soprattutto un anno all'insegna di nuovi lanci di auto elettriche ed elettrificate non è un caso che il titolo di auto dell'anno a Ginevra sia andato alla Jaguar I-Pace. Altri brand premium, come Porsche, hanno debuttato nel mondo del full electric (in questo caso con la Taycan) e Ford ha lanciato il suo sportivissimo suv Mustang Mach-e (mostrato al salone di Los Angeles, ma in arrivo nel 2020). Tra le uscite di scena eccellenti quella di Ferdinand Piech: deceduto ad agosto l'uomo che ha fatto grande il gruppo Volkswagen (amministratore delegato dal 1993 e poi presidente fino al 2015) per poi ritirarsi poco prima dello scandalo Dieselgate. Scandalo scoppiato negli anni scorsi ma che ha avuto ripercussioni - di mercato e non solo - anche quest'anno con Daimler che a settembre ha pagato una sanzione da 870 miliardi (sarà lo stesso gruppo ad annunciare un taglio di almeno 10mila posti di lavoro, anche per effetto della decarbonizzazione
avviata nell'industria dell'auto). Sullo stesso fronte, a settembre, per il presidente e per l'amministratore delegato di Volkswagen, rispettivamente Hans Dieter Pötsch ed Herbert Diess, è stato chiesto in Germania un rinvio a giudizio per la "manipolazione di mercato" che avrebbero causato occultando nel 2015 quello che sapevano sul nascente scandalo-diesel, costato miliardi di euro agli azionisti.

Tra gli addii eccellenti anche quello a Lee Iacocca, padre della Mustang deceduto a 94 anni (nello stesso anno di uscita
nelle sale cinematografiche del film Ferrari vs Ford, che racconta la storia delle trattative sfumate con la casa del Cavallino Rampante) e salvatore della Chrysler. Non solo personalità di spicco: il 2019 sarà ricordato anche come l'anno dell'uscita di scena di numerosi modelli dell'industria dell'auto, poco profittevoli per continuare a restare in gamma. In cima alla lista sicuramente il Maggiolino (che potrebbe ritornare in auge in una versione elettrica). Non più a listino la C4 di Citroen, l'Alfa Romeo MiTo, la Fiat
Punto, la Mitsubishi Pajero e la Nissan Pulsar.

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