lunedì 21 febbraio 2022
Just Work riduce il "mismatch": sono 450mila le opportunità. A Milano si formano i nuovi talenti del reclutamento. Le riforme prioritarie per il lavoro del futuro
La piattaforma di Officina delle Risorse Umane consegnata al ministro del Lavoro Andrea Orlando

La piattaforma di Officina delle Risorse Umane consegnata al ministro del Lavoro Andrea Orlando - Oru

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Il mercato del lavoro spesso evidenzia delle contraddizioni. In un Paese dove oltre due milioni di persone non hanno un'occupazione e oltre 13 milioni risultano inattivi, molte imprese non riescono a trovare personale. Il tasso di posti vacanti - secondo i dati recenti dell’Istat - è vicino al 2%: il che significa 450mila caselle da riempire nell’organigramma del nostro tessuto produttivo. Sintomi di un male che, con la crescita economica prevista nei prossimi mesi, potrebbe aggravarsi. Domanda e offerta di lavoro insomma faticano a incontrarsi ed è per questo che delegare la gestione delle risorse umane è diventata un’esigenza imprescindibile. Non bastano più nemmeno le singole Agenzie per il lavoro (Apl) o i Centri per l'impiego (Cpi). «Le imprese non hanno solo bisogno di cercare personale, hanno anche bisogno di capire dove andare a bussare per trovare i propri dipendenti - spiega Angelo Bilotta che, per rispondere a queste esigenze, ha creato Just Work -. Noi lavoriamo con la logica di un broker. Effettuiamo una rapida comparazione e selezione tra una pluralità di Agenzie per il lavoro, alla ricerca delle persone giuste per quel ruolo specifico. Otteniamo una soluzione veloce e a condizioni economiche decisamente più vantaggiose. Un grande gruppo industriale italiano che opera nel settore della difesa e dell’aeronautica, per esempio, grazie al nostro intervento ha potuto risparmiare circa 400mila euro, senza svantaggi per i lavoratori che hanno ricevuto i normali compensi previsti per legge».

Grazie a un’esperienza quasi ventennale e spulciando negli archivi, Bilotta ha verificato che almeno un contratto su due si è trasformato a tempo indeterminato. Ma perché questo accada il lavoro preliminare è essenziale: mettere in contatto il candidato qualificato con le esigenze dell’imprenditore e della sua azienda, scegliere l’Apl più adatta permette alla fine di fare emergere competenze e attitudine e rendere quella risorsa essenziale per il buon funzionamento dell’attività produttiva. Sono 12 le Apl con le quali Just Work - che ha chiuso il fatturato del 2021 con un +280% rispetto al 2020 e conta cinque uffici in Italia - ha attivato una partnership e, nel giro di quasi due anni, ha permesso di trovare una giusta collocazione ad oltre mille lavoratori. Ma i vantaggi sono molteplici. «Molti imprenditori, data l’incertezza del momento, rifiutano commesse importanti ma di durata limitata perché temono il peso di nuove assunzioni - afferma ancora Bilotta -. Rivolgendosi a noi, invece, hanno libertà di movimento perché il personale può essere assunto a tempo determinato o direttamente dall’Agenzia, che si occuperà quindi di tutto ciò che concerne la gestione, dall’aspetto contributivo al pagamento degli stipendi. Con evidenti benefici per l’azienda, che potrà dedicarsi esclusivamente allo svolgimento del proprio lavoro».

L'Academy di Oliver James forma i nuovi talenti del reclutamento

Nasce l’Academy di Oliver James, che ha sviluppato un approccio alla ricerca del personale con al centro persone e dati, opera in 13 uffici in tutto il mondo dislocati tra Europa, Asia-Pacifico e Nord America, e ha un organico di oltre 700 dipendenti. Il programma di formazione, partito questo febbraio con la prima edizione e l’obiettivo di realizzare almeno quattro “classi” l’anno, prevede momenti di formazione, workshop pratici insieme ai manager dell'ufficio, collaborazioni con esperti del settore e sessioni in one-to-one, e sarà riservata a sei partecipanti (quattro donne e due uomini) di età compresa tra i 23 e 26 anni. «Abbiamo progettato un programma di formazione che ha l’obiettivo da un lato di trasmettere l’approccio unico al recruiting sviluppato da Oliver James e basato sui dati e orientato alla costruzione di percorsi personalizzati, dall’altro di selezionare i professionisti più talentuosi e motivati che sono all'inizio della loro carriera, offrendo loro l'opportunità di trovare un impiego direttamente nella nostra azienda o nel settore della ricerca e selezione – commenta Pietro Novelli, Country manager di Oliver James –. Le figure dei recruiter, infatti, sono fortemente ricercate nel mercato dalle grandi aziende, ma al contempo c’è una strutturale difficoltà di reperimento dei profili, soprattutto di alto livello qualitativo. Anche per questo il numero degli studenti per ogni classe è volutamente ristretto: in questo modo, siamo in grado di cucire la formazione sulle caratteristiche dei sei talenti selezionati, e allo stesso tempo i nostri manager e professionisti possono dedicarsi a loro in modo completo in un percorso di apprendimento e sviluppo strutturato». Il programma, della durata di quattro mesi, fornirà le basi per diventare un recruiter moderno e con un approccio internazionale. Le lezioni si svolgeranno con moduli divisi in tre parti e riguarderanno: processo di reclutamento, sviluppo aziendale e workshop tecnici. «Al termine del programma di formazione per tutti i partecipanti che supereranno con successo l’Academy offriremo l’inserimento diretto nella nostra azienda nel ruolo di consultant – aggiunge Alessia Menozzi, talent acquisition & academy partner di Oliver James – Inoltre, per coloro che non riusciremo a confermare presso Oliver James, intendiamo favorire dei percorsi di inserimento come junior recruiter o junior talent acquisition alle nostre aziende clienti». Dopo il progetto pilota di Milano, che vedrà una seconda edizione a maggio e altre due nel corso dell’anno, l’Academy verrà lanciata anche a New York, Amsterdam e Manchester. Collegandosi al link si potrà inviare la propria candidatura e avere maggiori informazioni.

La persona al centro: otto riforme prioritarie per il lavoro 4.0

Una piattaforma di riforme organiche per un nuovo diritto del lavoro che metta al centro il capitale umano e otto grandi priorità da affrontare con urgenza per una piena valorizzazione delle persone e per rendere più dinamico il mercato del lavoro. Sono le proposte di Officina Risorse Umane 2021 consegnate al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nel corso di un incontro con i promotori di Officina Risorse Umane, che si è tenuto nella sede del ministero. Al ministro è stato consegnato un progetto complessivo di riforme su tutte le tematiche che riguardano la valorizzazione del capitale umano. Per ognuno degli otto settori (corrispondenti agli otto tavoli di lavoro di Officina Risorse Umane) è stata individuata una priorità.

1) People Analytics: superare i limiti normativi attuali per un utilizzo evoluto dei dati nel mondo del lavoro.

2) Diversity: incentivare la formazione aziendale sui temi della Diversity & Inclusion con l’obiettivo di far crescere la cultura e la sensibilità.

3) Leadership 4.0: facilitare l’acquisizione delle soft skill necessarie per esercitare la leadership in un contesto di grande trasformazione, attraverso l’obbligatorietà della formazione (con finanziamenti ad hoc) sulle nuove competenze digitali e sul nuovo modello di soft skill.

4) Reskilling: ottimizzare e rendere strutturali gli strumenti che permettono di avere il rimborso del costo del lavoro della formazione, rendendoli compatibili con la cassa integrazione ed estendendoli a neoassunti e apprendistato; prevedere il riconoscimento dell’intero importo del trattamento residuo a chi, beneficiando di politiche passive, trova una nuova occupazione; rendere obbligatoria la formazione per il periodo di cassa integrazione.

5) Welfare: per aumentare la diffusione del welfare aziendale di carattere sociale, soprattutto nelle piccole e medie imprese, è necessario un indirizzo esplicito del governo e la previsione di agevolazioni, bandi e finanziamenti prevalentemente rivolti alle Pmi.

6) Salute e sicurezza: sono necessarie semplificazione per rendere compatibile la normativa sulla privacy con l’utilizzo, da parte delle aziende, di tecnologie avanzate per il monitoraggio dello stato di salute del lavoratore, sia nel luogo fisico dell’impresa sia in luogo diverso.

7) Nuovo Statuto delle persone: lo Statuto dei Lavoratori del 1970 è “un abito elegante indossato da pochi”. Oggi serve un nuovo modello in grado di offrire istituti, diritti e obblighi adeguati all’attuale configurazione del sistema produttivo e del lavoro e un sistema contrattuale “adattivo” alle nuove figure lavorative.

8) Fondo Nuove Competenze: rendere strutturale lo strumento, ma stabilendo un tetto alle richieste delle grandi aziende per dare la possibilità di accesso a un numero maggiore di piccole e medie imprese.

«Nel corso delle giornate della prima edizione di Officina Risorse Umane sono state poste le basi di un’articolata piattaforma di proposte nella quale il capitale umano è assurto a perno dei radicali processi di cambiamento in atto nel mondo delle imprese e delle organizzazioni – conclude Francesco Rotondi, direttore scientifico di Officina Risorse Umane e managing partner LabLaw –. Gli otto tavoli di lavoro, chiamati a confrontarsi su alcuni degli ambiti cruciali della materia lavoristica, hanno elaborato proposte di grande spessore e innovatività. L’impegno, adesso, è quello di trasfondere il lavoro di tutti in un documento organico che metta a sistema le soluzioni individuate, capace di persuadere il Ministro del Lavoro e gli altri dicasteri coinvolti della significatività delle proposte formulate, così che le nostre idee possano diventare azione. Il fil rouge che ha unito la riflessione di ciascun gruppo impegnato nei lavori è stata la consapevolezza che, nelle dinamiche aziendali e di mercato, ogni sforzo debba essere diretto verso l’affermazione di una significativa, oltre che effettiva, centralità della persona che lavora».

Il progetto organico di riforme è stato elaborato nel corso della prima edizione di Officina Risorse Umane, evento dedicato ai professionisti delle risorse umane che ha messo a contatto ex ministri del Lavoro come Nunzia Catalfo, Elsa Fornero e Cesare Damiano e altri rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Presidente Inail Franco Bettoni, con 60 top direttori del personale. Officina Risorse Umane diventerà un vero e proprio think thank di riflessione e proposte per l’innovazione del diritto del lavoro, con diversi momenti pubblici nel corso dell’anno e un grande evento plenario a cadenza annuale.

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