martedì 21 maggio 2024
Deloitte ha indagato paure e speranze di 22mila di Millennials e GenZ di tutto il mondo. Gli italiani in ansia per la perdita di potere d'acquisto. Il lavoro ideale è quello con un "senso"
Giovani universitari nei chiostri dell'Università Cattolica a Milano

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Il costo della vita, con un lavoro che spesso non garantisce l'indipendenza economica, fa più paura dei cambiamenti climatici ai giovani italiani. Ad analizzare le preoccupazioni delle nuove generazioni la tredicesima edizione della “GenZ e Millennial Survey”, lo studio globale di Deloitte condotto su oltre 14mila GenZ (nati tra il 1995 e il 2005) e più di 8 mila Millennial (nati tra il 1983 e il 1994), provenienti da 44 paesi di Nord America, America Latina, Europa occidentale, Europa orientale, Medio Oriente, Africa e Asia Pacifico.

Un'etica per l'intelligenza artificiale. Per la prima volta l’indagine ha indagato la percezione sul tema della Generative AI, che secondo Gen Z e Millennial è ancora poco sfruttata sul lavoro, ma che potrebbe contribuire a migliorare il work-life balance o liberare tempo a favore di attività creative e strategiche, se utilizzata nel rispetto di principi etici e a fronte di un’adeguata formazione.

Il costo della vita è la preoccupazione maggiore. Gli intervistati italiani, e in particolare i Millennial, si sentono meno ottimisti riguardo alla situazione economica e sociale rispetto al 2023: solo il 16% della GenZ e l’11% dei Millennial si aspetta un miglioramento della situazione economica generale. Più fiducia sulla possibilità di un miglioramento della condizione finanziaria personale, atteso dal 31% della GenZ e dal 20% dei Millennial. In continuità con l’anno passato, la prima preoccupazione è il costo della vita (35% GenZ e 43% Millennial). Rimane prioritaria anche la sfida del cambiamento climatico (33% GenZ e 32% Millennial) e quella della disoccupazione (21% GenZ e 20% Millennial).

Impegno per l'ambiente dalla moda alla tavola. Ma se i giovani italiani sono meno ottimisti della media globale sull’ambiente, invece, risultano particolarmente fiduciosi riguardo alla possibilità di fare la differenza e di influenzare il resto della società (lo pensa il 62% della GenZ e il 53% dei Millennial). Per rispettare il Pianeta 4 giovani italiani su 10 evitano il fast fashion, altri rinunciano ai voli aerei, adottano diete vegetariane e vegane o comprano auto elettriche. Circa uno su quattro (23% GenZ e 25% Millennial) si informa sull’impatto ambientale di un’impresa prima di acquistarne i prodotti o servizi.

Lavoro ibrido ma soprattutto con un senso. Per quanto riguarda il lavoro emerge il desiderio di una maggiore conciliazione con la vita privata. Sei giovani su 10 sono tornati in ufficio, ma per molti il lavoro da remoto e/o ibrido presenta vantaggi in termini di benessere mentale, impatto economico e produttività. I giovani italiani hanno livelli di benessere mentale inferiori alla media mondiale, causati da orari giudicati troppo lunghi e dalla percezione di un mancato riconoscimento professionale. Dall’analisi emerge inoltre l’importanza di trovare un “senso” nel proprio lavoro, un elemento considerato più importante dello stipendio.

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