sabato 3 giugno 2023
Sono circa 28mila, hanno 65mila dipendenti, amministrano 900mila aziende con sette milioni di addetti; gestiscono personale dipendente per un monte retribuzioni di 100mila miliardi di euro all’anno
Consulenti del lavoro in riunione

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I consulenti del lavoro in Italia sono circa 28mila, hanno 65mila dipendenti, amministrano 900mila aziende con sette milioni di addetti; gestiscono personale dipendente per un monte retribuzioni di circa 100mila miliardi all’anno, redigono 1,2 milioni di dichiarazione dei redditi ed esercitano funzioni di conciliazione o di consulenza di parte o di consulenza tecnica del giudice in oltre 100mila vertenze di lavoro. È un professionista che si occupa di amministrazione aziendale a 360 gradi: dalla gestione delle risorse umane alla pianificazione strategica dell’attività imprenditoriale, passando per la gestione di tutti gli adempimenti legati ai rapporti di lavoro e alla fiscalità d’impresa. In linea con un mercato del lavoro moderno e flessibile, negli ultimi anni ha conosciuto una grande espansione nell’esercizio delle sue funzioni. Si tratta di una professione in grado di offrire sbocchi lavorativi numerosi e sempre nuovi ai giovani laureati interessati a costruirsi una carriera dinamica e in grado di assicurare un futuro di benessere. Il titolo di studio richiesto è la laurea triennale o quinquennale riconducibile agli insegnamenti dei dipartimenti di giurisprudenza, economia, scienze politiche, oppure il diploma universitario o la laurea triennale in consulenza del lavoro. Oltre alla laurea è richiesto un periodo di 18 mesi di praticantato, di
cui sei anche durante gli studi, presso lo studio di un consulente del lavoro. Per poter esercitare la professione è necessario superare un esame di Stato che prevede prove scritte e orali nelle seguenti discipline: diritto del lavoro e legislazione sociale, diritto tributario, diritto privato, pubblico, commerciale e societario. La verifica si svolge una volta l’anno e il relativo bando con le date è pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale
. Superato l’esame di Stato, è necessario iscriversi all’Albo tenuto presso il Consiglio territoriale dell’Ordine della provincia di appartenenza. Nella graduatoria dei liberi professionisti sono al terzo posto per base imponibile denunciata al fisco, dopo notai e commercialisti. L’intervento professionale del consulente del lavoro si colloca generalmente nell’area della consulenza alla piccolo media impresa con una specializzazione nella gestione dei rapporti di lavoro, in linea con l’evoluzione del sistema produttivo che, secondo gli esperti di scenario, sarà nel futuro costituito da piccole imprese operanti in prevalenza nel terziario, dove la gestione delle risorse umane costituirà il vero fattore strategico di sviluppo. In uno dei passi più significativi della ricerca svolta dal Censis, che vede nel consulente del lavoro un vero e proprio dirigente esterno alla pmi, si legge: «Nel panorama delle professioni emergenti, quella del consulente del lavoro è certamente una figura emblematica di tutto un processo che nella società del terziario avanzato conduce progressivamente a una accentuata specializzazione funzionale nel campo dei servizi». Mentre la Fondazione consulenti per il lavoro, costituita dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del Lavoro, è accreditata ai servizi per il lavoro in diverse regioni italiane, ed è accreditata Anpal ai servizi per il lavoro su tutto il territorio nazionale. La Fondazione opera, per il tramite dei consulenti del lavoro, con circa 2.200 punti operativi, dislocati in tutte le province italiane. La Fondazione garantisce una presenza capillare sul territorio nazionale; la gestione domanda e offerta efficiente grazie a un’ampia ed eterogenea conoscenza di aziende su tutto il territorio nazionale, l'utilizzo di tecnologie per la valutazione delle risorse umane che consentono di tracciare le competenze trasversali del candidato. La Fondazione eroga i seguenti servizi al lavoro: orientamento specialistico che si basa sulla ricostruzione delle esperienze di vita e di lavoro della persona per l’individuazione dei percorsi maggiormente rispondenti alle proprie potenzialità, in funzione di un percorso di inserimento o reinserimento lavorativo; accompagnamento al lavoro che mira a supportare la persona nella ricerca di un’opportunità di lavoro subordinato o autonomo; promozione e attivazione del tirocinio mediante un’attività di scouting delle opportunità di tirocinio segnalate dalle aziende corrispondenti alle caratteristiche del soggetto.

Il "Libro Verde delle professioni"

Anche i consulenti del lavoro guardano al futuro e agiscono per rafforzare il loro ruolo all’interno del ciclo di vita economico del Paese. Il Libro Verde delle professioni è destinato a rappresentare un punto fermo importante nel percorso di sviluppo futuro del mondo degli studi professionali. Il documento programmatico vuole fare luce sulle principali tendenze evolutive delle professioni nel contesto attuale ed è stato sviluppato da The European House Ambrosetti e TeamSystem, in collaborazione con gli Ordini nazionali di commercialisti e consulenti del lavoro, le rispettive associazioni giovanili, alcuni Ordini locali, i vertici dell’Andaf, e altri esponenti di spicco del settore. L’implementazione del Pnrr-Piano nazionale di ripresa e resilienza e la realizzazione della riforma fiscale sono considerati due appuntamenti di estrema importanza per i professionisti. Nel 2022, l’85% degli studi professionali riteneva che gli investimenti in trasformazione digitale previsti dal Pnrr avrebbero impattato in modo sostanziale sul processo di digitalizzazione della professione. Tuttavia, notano come dopo un anno la strada sia ancora tutta da tracciare. In questo contesto, i professionisti ribadiscono che proprio il Pnrr è deputato a innescare un cambiamento virtuoso del sistema delle imprese, anche a favore della crescita della loro produttività, e sono convinti che la partnership pubblico-privata sia lo strumento per concretizzarlo. Per quanto riguarda la riforma fiscale, gli studi professionali la considerano un cambiamento epocale con profonde ripercussioni sull’attività quotidiana. In questo contesto, il 38% dei professionisti ritiene che l’elemento prioritario della riforma fiscale sia l’eliminazione del cosiddetto “doppio binario” per i redditi di impresa, seguita dalla costituzionalizzazione dello “Statuto dei contribuenti” (35%) e dall’istituzione degli organi di giurisdizione tributaria (32%). Non mancano le proposte d’intervento rivolte alle istituzioni regolatorie e di governo volte a rispondere alle istanze dei professionisti e dei loro clienti. Si va dalla semplificazione nella gestione degli adempimenti contributivi e fiscali, facendo leva sul digitale, per ridurre gli errori materiali e interpretativi, alla governance dell’ecosistema digitale, in cui si propone un coordinamento di tutte le misure adottate in materia di digitalizzazione e innovazione nella prospettiva del binomio pubblico-privato fin dalle fasi di progettazione, affinché i progetti del Pnrr trovino piena attuazione. Focus anche sulla cooperative compliance, per la quale i professionisti avrebbero un ruolo di rilievo in caso di estensione dell’ambito di applicazione soggettivo del regime di adempimento collaborativo, e sull’incentivazione della digitalizzazione delle professioni, per consentire una più rapida e ampia evoluzione delle competenze e dei servizi offerti dai professionisti, oltre a una conseguente adozione di processi e strumenti digitali da parte delle aziende clienti.

Giornata europea della legalità

Diffondere una cultura del lavoro etico in Europa. Questo lo spirito con cui è stata presentata, presso la sede del Cese-Gruppo organizzazioni della società civile a Bruxelles, l'iniziativa Promuovere una Giornata europea della legalità nel mondo del lavoro, organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, in collaborazione con il Cese, alla presenza di esponenti del mondo del lavoro italiano ed europeo. Un'occasione anche per presentare il nuovo logo e il nuovo sito, l'edizione 2023 del videogame Generazione legalità, ideato dai consulenti del lavoro, che offre ai giovani la possibilità di vincere un viaggio a Bruxelles, partecipando a una delle missioni chiave della categoria: la lotta alla criminalità e la diffusione di buone pratiche in materia di legalità. Con uno sguardo al futuro. Durante la giornata, infatti, è stata lanciata agli Stati membri Ue una sfida: dar vita nel 2024 a un'edizione europea in cui ogni Paese condivida la propria idea di lavoro etico. «I consulenti del lavoro sono promotori di legalità e lavoro regolare, valori che sentiamo il dovere civile di diffondere in Italia e in Europa. Il videogioco permette soprattutto ai giovani di entrare in contatto con le scelte di vita fondamentali che si trovano davanti, come quella tra lecito e illecito», ha commentato Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro. Per Séamus Boland, presidente del Cese: «Gli sviluppi socioeconomici e tecnologici stanno sfidando le definizioni sociali e giuridiche di ciò che costituisce il lavoro. Basti pensare all'intelligenza artificiale, ai lavoratori delle piattaforme e al lavoro ibrido e ricordare il contributo dei volontari durante la pandemia e la guerra in corso in Ucraina. L'Onu ha stimato il valore totale delle cure non pagate e del lavoro domestico tra il 10 e il 39% del Pil globale, superando il settore manifatturiero, il commercio e i trasporti. Sarà interessante vedere l'evoluzione di tali concetti in questo scenario».














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